Da una parte i festeggiamenti per il record di longevità del governo Meloni, dall’altra i dati che parlano di “un’Italia sempre più povera”.
Su questo iato si concentra la “contro narrazione” che le opposizioni oppongono a quella della maggioranza. Così, se Giorgia Meloni rivendica la stabilità non come “un record da esibire”, ma come “condizione che consente a una nazione di programmare, decidere, mantenere gli impegni e farsi rispettare”, i leader del centrosinistra ribattono in coro: “Meloni festeggia, l’Italia no”, come da sintesi di Elly Schlein.
Non solo: la segretaria dem sottolinea come, nel giorno del record dell’esecutivo, siano partite le lettere di licenziamento ai lavoratori Ex Ilva: “Mentre Giorgia Meloni festeggia a Bari, partono 2.500 lettere di licenziamento a Taranto destinate ai lavoratori dell’indotto Ex Ilva, ed Electrolux conferma il suo piano di esuberi e la chiusura dello stabilimento di Cerreto d’Esi. Anziché perdere tempo ad autocelebrarsi, il governo dovrebbe occuparsi delle vertenze che riguardano lavoratrici e lavoratori, famiglie e imprese, e affrontare i nodi che in questi 4 anni non ha saputo risolvere”.
Il leader del M5s Conte parla di “quattro anni di nulla, di inerzia” che fanno della longevità dell’esecutivo, “non una nota di merito, ma un’aggravante. Questo passerà alla storia come il governo più longevo, ma che ha aggravato la situazione dell’Italia”. E poi: “Abbiamo crescita zero, siamo il fanalino di coda in Europa, i costi per le famiglie sono altissimi, la pressione fiscale è aumentata”.
Insomma, al Consiglio dei ministri “brindano con lo champagne”, ma “gli italiani non brindano affatto”. Stesso tema su cui incalza Angelo Bonelli di AVS, che con un flash mob davanti ai palazzi della politica chiede di “salvare gli italiani dalla propaganda di Giorgia Meloni”.

