La manovra per il 2027 vale 23,5 miliardi, circa lo 0,98% del Pil. Di questi, circa 5 miliardi (0,21% del Pil) arrivano da misure a carico del settore finanziario, una cifra pari a quella destinata a famiglia e spesa sociale. Lo si ricava dal Documento programmatico di bilancio 2027, trasmesso alla Camera il 14 ottobre. Il resto delle risorse va alla difesa (0,19% del Pil, circa 4,6 miliardi), al sostegno alle imprese (0,14%, circa 3,4 miliardi), alle infrastrutture (0,13%, circa 3,1 miliardi) e alla sanità (0,10%, circa 2,4 miliardi). Seguono le misure fiscali (0,09%) e il fondo sentenze (0,08%), quest’ultimo una tantum. Le coperture valgono lo 0,43% del Pil, circa 10,3 miliardi: oltre al contributo del settore finanziario, ci sono la revisione della spesa dei ministeri e le misure sui giochi. L’impatto netto sui conti è quindi di circa 13 miliardi (-0,54% del Pil), che scende a -0,56% nel 2028 e a -0,15% nel 2029. Per finanziare in parte difesa e sicurezza energetica il Governo punta sulla clausola di salvaguardia nazionale, che la Commissione europea ha raccomandato di autorizzare l’8 ottobre. Nel 2027 e nel 2028 potrà valere fino a 0,6 punti di Pil l’anno, metà per la difesa e metà per l’energia. Con la clausola la spesa netta cresce del 3,3% nel 2027; senza, il tasso sarebbe dell’1,9%, in linea con il limite fissato dal Consiglio Ue.
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