Si apre il cantiere manovra 2027. A indicare le prime priorità sul lavoro è stato nei giorni scorsi il ministro del Lavoro, Marina Calderone, che alla presentazione del XXV Rapporto annuale dell’Inps ha spiegato: «Il nostro impegno è dare continuità alle norme che nella legge di Bilancio del 2026 prevedono la tassazione agevolata dei rinnovi contrattuali, dei premi di risultato e delle indennità per il lavoro faticoso: nella legge di Bilancio 2026 abbiamo destinato due miliardi di euro per queste voci e il nostro obiettivo è riconfermare questo nostro impegno sulla legge di bilancio 2027 per dare continuità, per far rinnovare i contratti a scadenza, per rinnovare i contratti e migliorare anche le condizioni retributive».
Le misure allo studio
«Aver incentivato – ha aggiunto Calderone – i rinnovi contrattuali con una tassazione al 5%, ma soprattutto aver valorizzato anche la contrattazione di secondo livello, quindi la capacità da parte delle aziende di poter costruire un sistema di premialità e di welfare aggiuntivo rispetto ai contratti, dando la possibilità di applicare una tassazione all’1% fino a 5mila euro sta producendo dei risultati. Aumenta il numero dei contratti sottoscritti, aumenta la soglia, cioè il livello medio di premio riconosciuto ai lavoratori: erano circa 1.400/1.500 euro nello scorso anno, adesso siamo una media di 1.800 euro e questo credo sia frutto della politica di sostegno e di detassazione che il governo ha messo in campo».
I dati del Lavoro
In base agli ultimi dati del ministero del Lavoro (aggiornati al 15 giugno) il premio medio annuo riconosciuto agli oltre 3,8 milioni di lavoratori coperti da un contratto di produttività supera i 1.800 euro. In particolare, i beneficiari sono 3.853.732 e il valore annuo medio del premio è pari a 1.812,36 euro, 16,71 euro in più rispetto allo stesso giorno del mese precedente e un aumento di 207,12 euro rispetto a dicembre 2025. Su queste somme – riconosciute ai dipendenti del settore privato, titolari di un rapporto di lavoro subordinato a tempo determinato o indeterminato e con un reddito da lavoro dipendente non superiore a 80mila euro nell’anno precedente – si applica da gennaio un’aliquota di tassazione pari all’1% fino a un massimo di 5.000 euro lordi, per effetto della detassazione e dell’innalzamento del tetto massimo previsti dall’ultima manovra.
La detassazione dei rinnovi contrattuali
Sempre nell’ultima manovra, è stata introdotta la detassazione dei rinnovi contrattuali. La normativa prevede che al fine di favorire l’adeguamento salariale al costo della vita e di rafforzare il legame tra produttività e salario, si assoggetta a una imposta sostitutiva dell’IRPEF e delle addizionali regionali e comunali pari al 5% gli incrementi retributivi corrisposti ai lavoratori dipendenti del settore privato nell’anno 2026, in attuazione di rinnovi contrattuali sottoscritti dal primo gennaio 2024 al 31 dicembre 2026. La misura si applica ai lavoratori del settore privato titolari di reddito di lavoro dipendente – nell’anno 2025 – non superiore a 33mila euro. Secondo la relazione tecnica alla manovra 2026 sono circa 3,8 milioni di lavoratori i beneficiari potenziali dell’imposta sostitutiva al 5% sugli incrementi retributivi corrisposti ai dipendenti del privato nel 2026, in attuazione dei rinnovi contrattuali sottoscritti dal 1° gennaio 2024 al 31 dicembre 2026.

