«L’India? Ormai per noi è il primo mercato, vale quasi l’80% dei nostri ricavi». Un’eccezione ma non troppo, quella di Sandro Salmoiraghi, imprenditore del meccanotessile che in realtà testimonia l’esistenza di un trend ampio, che abbraccia l’intero settore. Per cui l’India è diventata ora il primo mercato estero di sbocco, superando di slancio la Cina.

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Pur tra le tante difficoltà del periodo, il comparto continua a mantenere una posizione importante a livello globale, classificandosi al quarto posto tra i maggiori paesi esportatori di impianti. Se il primato della Cina è fuori portata (8,3 miliardi di export, quasi un terzo del totale) e la Germania con 2,7 miliardi non è invece troppo distante, Giappone e Italia sono distanziate di pochi punti.

Esito di un percorso che negli ultimi anni ha visto in effetti un avvitamento al ribasso delle nostre vendite internazionali, all’interno di un contesto globale di settore di moderata crescita, trainato dalle economie asiatiche. Nel 2025 il commercio mondiale di macchine tessili ha raggiunto i 26,5 miliardi di euro, mettendo a segno un recupero del 3,4%, dopo due anni di calo. Nel quinquennio 2021-2025 il commercio mondiale di settore risulta in leggera crescita, a un tasso medio annuo dello 0,6%. A fronte di un calo italiano del 5%, dato in linea con quello della Germania ma migliore rispetto alla Corea, che resta ampiamente alle nostre spalle in classifica. Le produzioni italiane, pur tra numerose difficoltà, continuano così a difendersi e a restare ai primi posti al mondo.

«Una leadership – spiega il presidente di Acimit Marco Salvadè nel corso dell’assemblea annuale dell’associazione – costruita non sul costo, ma sulla qualità, la capacità di innovare, la personalizzazione delle soluzioni, l’efficienza tecnologica, la competenza industriale. Per sostenere questa spinta ricordiamo alle istituzioni la necessità di politiche industriali coerenti, con strumenti di incentivo all’innovazione e alla digitalizzazione stabili nel tempo e facilmente accessibili».

Anche se il primo paese importatore è rappresentato dagli Stati Uniti, l’export globale di macchinari in termini di macro-aree è in effetti diretto principalmente in Asia, che si conferma fabbrica del mondo anche in ambito tessile, con una quota complessiva sulle importazioni di macchinari superiore al 50%.

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