Patto tra industria e logistica per valorizzare il ruolo degli autotrasportatori e in particolare dei conducenti dei mezzi pesanti, figure cruciali della mobilità, il cui contributo è determinante per sostenere la competitività e il funzionamento del sistema economico del Paese.

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È l’obiettivo che il sistema Confindustria propone alle imprese attraverso l’adesione al manifesto Welfare on the road. Tra le 10 misure di welfare elencate dal manifesto per migliorare le condizioni di lavoro degli autisti ci sono: la riduzione delle attese durante le operazioni di carico e scarico della merce; la possibilità di estendere le fasce orarie di apertura dei punti di carico e scarico; l’accesso ai servizi igienici e alle aree ristoro; la sicurezza, la formazione e il supporto tecnologico. Il tutto per rendere la professione di autista più confortevole e attrattiva.

La presentazione pubblica del documento è avvenuta martedì 13 ottobre 2026 nella sede di Confindustria Brescia. Presenti, tra gli altri: Leopoldo Destro, vicepresidente di Confindustria per i trasporti, la logistica e l’industria del turismo; Paolo Streparava, presidente di Confindustria Brescia; Giuseppe Pasini, presidente di Confindustria Lombardia; Riccardo Morelli, presidente di Anita (in collegamento streaming). L’adesione è su base volontaria e le aziende avranno piena autonomia nel declinare al meglio le misure indicate.

Oggi la rete stradale italiana è sotto pressione. Su strada però viaggia oltre il 90% delle merci. E il dato significativo riguarda il capitale umano. Nel 2025 la Commissione Ue ha stimato, a livello europeo, un fabbisogno di circa 444mila autisti, destinato a salire a 745mila entro il 2028 in assenza di interventi mirati. In Italia la carenza supera già i 25mila autisti ed è destinata ad aumentare nei prossimi cinque anni, perché saranno in molti a raggiungere l’età pensionabile. Questo evidenzia una criticità strutturale che richiede interventi concreti e immediati. Dice Destro: «Per un Paese manifatturiero, la capacità di muovere merci è capacità industriale. Trasporti e logistica sono il primo e l’ultimo anello del processo produttivo, perché il processo termina solo quando il prodotto viene consegnato al cliente finale. Dentro questo sistema ci sono gli autisti, che garantiscono la continuità dei flussi». Ora però la tenuta dell’autotrasporto è minacciata dalla carenza di conducenti, con i giovani che faticano ad avvicinarsi a questa professione.

Continua Destro: «Da qui nasce il documento promosso da Confindustria con la collaborazione di Anita: dieci misure per valorizzare il ruolo degli autisti e costruire relazioni più collaborative tra imprese e autotrasportatori. Perché la competitività del made in Italy si gioca anche sulla capacità di far arrivare i prodotti in modo efficiente e puntuale sui mercati».

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