Superare il paradigma Nimby: le politiche ambientali
Il tratto forse più rilevante del caso Peccioli è il ribaltamento del classico schema Not In My Back Yard (non nel mio cortile) attraverso un’integrazione radicale dell’impianto nel tessuto sociale:
trasparenza e apertura: l’area di Legoli è costantemente aperta a visite di scuole, università, ricercatori e cittadini, inserendosi nei circuiti di didattica ambientale;
il “triangolo verde”: all’interno dell’area della discarica è stato realizzato un anfiteatro naturale con materiali eco-compatibili e spazi espositivi permanenti che ospitano installazioni d’arte contemporanea su scala monumentale;
controllo e standard: rigore assoluto nel monitoraggio delle matrici ambientali e ricerca applicata in partnership con istituti accademici.
Oltre l’ambiente: Welfare, arte e comunità
I proventi generati dal ciclo dei rifiuti vengono tradotti in politiche di coesione e rigenerazione urbana coordinate dal Comune e dalla Fondazione Peccioli per:
1) arte pubblica e rigenerazione: il borgo, e persino le aree circostanti gli impianti industriali, sono diventati un museo a cielo aperto di opere site-specific e interventi di architettura contemporanea, secondo la logica per cui la qualità estetica genera valore sociale;
2) welfare e servizi: investimenti mirati su scuole, strutture sportive, spazi culturali (come l’anfiteatro Fonte Mazzola) e servizi d’eccellenza alla persona;

