«Per Ieg – spiega Marco Cecchini, group exhibition manager Industrial Division di Ieg – lo sviluppo di A&T all’interno del nostro portafoglio eventi rappresenta un tassello strategico fondamentale per presidiare l’innovazione e accompagnare la transizione dell’industria manifatturiera. Con A&T Vicenza vogliamo mettere a sistema le soluzioni tecnologiche più avanzate — a partire da robotica e intelligenza artificiale — con la vitalità di un territorio ricco di Pmi capaci di innovare».

«Ora – spiega Matteo Faggin, Direttore Generale del Competence Center Smact – siamo entrati nel momento decisivo dell’intelligenza artificiale: con l’evoluzione verso l’AI agentica e la physical AI, la tecnologia esce dalla dimensione puramente digitale per interagire direttamente con macchinari, linee produttive e processi complessi, e le nostre imprese devono farsi trovare pronte ora. È per questo che SMACT coordina l’area IA Forum all’interno di A&T, uno spazio in cui presentiamo tecnologie in funzione e risultati misurabili già raggiunti dalle imprese del territorio. La vera sfida oggi non è limitarsi a utilizzare l’AI per la produttività personale, ma integrarla strutturalmente nel cuore dei processi aziendali e manifatturieri. Il percorso di adozione è articolato e richiede metodo, ma non possiamo permetterci esitazioni: il ritorno dell’investimento non si misura solo in efficienza operativa, vale la competitività e l’esistenza stessa dell’azienda sul mercato».

«Sullo scenario globale a tre poli – spiega il presidente del comitato scientifico industriale A&T e di Fondazione Nord Est Alberto Baban – l’Europa è nettamente indietro rispetto a Stati Uniti, dominatori di cloud e data center per la gestione dei dati, e Cina, già in prima linea nella sperimentazione della physical AI. In questa transizione il tempo è un fattore spietato e determinante: o sei un leader o sei destinato a fare il semplice applicatore di tecnologie sviluppate altrove. Per le nostre imprese diventa cruciale avere una fotografia esatta di come si sta riconfigurando il mercato globale. L’evoluzione è talmente rapida che non ci si può limitare a inseguire: servono visione strategica, consapevolezza e una comprensione precisa dei fenomeni per guidare i processi di fabbrica anziché subirli».

I dati elaborati dalla Fondazione Nord Est evidenziano un’ampia dispersione nelle applicazioni dell’intelligenza artificiale. Gli utilizzi prevalenti nelle imprese manifatturiere riguardano l’estrazione di informazioni e testi (72,7%), la trascrizione vocale (37,8%) e la generazione di contenuti multimediali (36,1%), mentre restano ancora minoritarie le applicazioni predittive e operative, come l’analisi dati tramite deep learning (18,4%), il supporto ai processi decisionali (14%) e il movimento autonomo delle macchine (5,4%). Di riflesso, a livello di processi aziendali, l’AI supporta oggi marketing e vendite (28,7%) e l’amministrazione (21,1%), mentre nei processi produttivi il divario di scala è marcato: solo il 10,4% delle piccole imprese la impiega in produzione, quota che sale al 32% nelle grandi industrie.

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