ll caldo record di quest’estate sta facendo crescere la consapevolezza che il verde urbano non è un elemento accessorio e ornamentale ma un’infrastruttura necessaria per rendere vivibili città in cui asfalto, inquinamento, traffico e condizionatori d’aria intensificano i picchi di temperature e le ondate di calore. Gli alberi svolgono una funzione fondamentale nella regolazione delle temperature e nella qualità dell’aria, per non parlare della difesa del suolo. Ma, come per ogni infrastruttura «serve pianificazione, manutenzione e continuità dei finanziamenti», spiega Sandro Scollato, amministratore delegato di AzzeroCO2.
Il Pnrr ha dato una forte spinta alle piantumazioni ma le giovani piante vanno accudite e aumento delle temperature e siccità non aiutano l’attecchimento. Ora che il Pnrr è finito cosa succede?
Il Pnrr ha concentrato in pochi anni risorse e capacità progettuali sulla forestazione urbana e periurbana delle 14 Città metropolitane. Ma un albero non produce i suoi effetti subito. Nei primi anni servono irrigazione, cure, controlli e sostituzione delle piante che non attecchiscono. È la fase più delicata, soprattutto con estati come quella appena trascorsa. La misura ne teneva conto: tra i requisiti c’era un piano di coltivazione di 5 anni, con sostituzioni, irrigazione, taglio della flora spontanea e trattamenti necessari all’attecchimento e allo sviluppo. La sfida del post-Pnrr è far rispettare questi obblighi fino alla fine del periodo previsto, evitando che ritardi, problemi nella gestione dei contratti o carenze nei controlli compromettano la sopravvivenza delle nuove piante.
Come si fa a passare a interventi che rendano strutturale l’investimento nel verde pubblico?
Il Pnrr ha dimostrato che la concentrazione di risorse, obiettivi e scadenze può accelerare gli interventi, ma ora quella spinta va portata nella programmazione ordinaria delle città, altrimenti si rischia un effetto “scalino”: una crescita rapida delle piantumazioni, seguita da un calo delle risorse quando aumenta il bisogno di cura e continuità. Il verde urbano va trattato come le altre infrastrutture: tutelato da norme, sostenuto da risorse pluriennali per la manutenzione, gestito da competenze tecniche specifiche e inserito nella pianificazione urbanistica.

