In un contesto geopolitico in forte fibrillazione e di fronte al rafforzamento di colossi farmaceutici sostenuti direttamente con fondi pubblici (Cina) o con regole protezionistiche (Usa) Sanofi accelera il percorso costruito con le associazioni dei pazienti, perché la loro voce, i loro bisogni insoddisfatti e le priorità individuate possano arrivare direttamente sui tavoli istituzionali non solo italiani ma europei. Nato nel 2023, il Patient Council ha promosso incontri periodici dedicati a temi come l’accesso tempestivo ai nuovi farmaci, il valore delle nuove tecnologie, la capacità di attrarre studi clinici e investimenti produttivi. Quest’anno ha fatto un nuovo passo avanti con il coinvolgimento della Luiss Business School e un percorso improntato a una nuova prospettiva: considerare la salute un asset capace di generare valore non soltanto per i singoli pazienti, ma per la sanità e l’intero sistema-Paese.
Salute come driver di crescita
“Oggi più che mai dobbiamo riconoscere la salute come un driver di crescita – afferma Marcello Cattani, presidente e amministratore delegato di Sanofi Italia e Malta – innovare significa creare valore, ma l’innovazione raggiunge pienamente il proprio obiettivo solo quando diventa accessibile alle persone”. L’Italia è ritardo rispetto ai principali competitor: 441 giorni rappresentano il tempo medio che intercorre tra l’approvazione di un farmaco a livello europeo e l’effettiva disponibilità per i pazienti in Italia, a causa dei successivi passaggi nazionali e regionali per prezzo e rimborso. E l’Europa è in ritardo rispetto agli Stati Uniti che con il Most Favoured Nation (Mfn) attirerà 650 mld di dollari tra ricerca e produzione nei prossimi 5/10 anni mentre la Cina, già nel 2027, diventerà prima nel numero di sperimentazioni di fase 1.
“Il contributo delle associazioni dei pazienti – spiega Cattani – è fondamentale per aiutarci a comprendere bisogni e priorità e per costruire, insieme alle istituzioni e a tutti gli attori del sistema, risposte capaci di generare un impatto concreto e sostenibile superando la deriva ideologica che non considera la salute come driver di crescita”.
La corsa dell’industria farmaceutica italiana
Eppure l’industria farmaceutica italiana corre più della media europea, sostiene l’export nazionale, investe in ricerca e produzione, rivestendo un ruolo sempre più strategico non solo per la salute, ma anche per la crescita economica e la sicurezza del Paese. Lo ricorda Matteo Caroli, Associate Dean for Sustainability and Impact Luiss Business School, secondo cui “nella delicata fase geopolitica che stiamo vivendo, che ci sta trascinando nelle condizioni peggiori degli ultimi 45 anni, abbiamo tutte le competenze per continuare a crescere”.
Da questa visione sono emersi alcuni dei temi al centro del percorso Sanofi-Associazioni dei pazienti-Luiss Business School: l’innovazione come leva di valore e l’accesso all’innovazione, affinché il valore generato possa diventare disponibile per pazienti, cittadini e sistema salute in modo rapido, equo e sostenibile.

