L’Italia e il Nicaragua ai ferri corti a causa di un terrorista, ex militante delle Brigate Rosse: Alessio Casimirri. «L’Italia continuerà a chiedere che Casimirri risponda davanti alla giustizia italiana per i reati di cui è stato riconosciuto colpevole», ha sottolineato il ministro degli Affari esteri Antonio Tajani. Destinatario del messaggio: Managua. Casimirri nel 1982 è fuggito dall’Italia e si è rifugiato in Nicaragua. L’Italia ha chiesto più volte che venisse estradato. Il governo nicaraguense ha sempre rifiutato, facendo leva sulla cittadinanza da lui acquisita.
Ha avuto un ruolo nel rapimento di Aldo Moro
Ex brigatista rosso, Casimirri ha avuto un ruolo anche nel rapimento e delitto di Aldo Moro. A differenza di altri brigatisti coinvolti nel sequestro Moro, Casimirri non ha mai scontato un giorno di carcere. Condannato all’ergastolo in via definitiva in Italia nel 1988, in quell’anno il ministero di Grazia e Giustizia richiese formalmente alle autorità di del Nicaragua l’estradizione del latitante, senza riscontri positivi. Intanto Casimirri aveva assunto la cittadinanza nicaraguense e la richiesta di Roma, reiterata e ripresentata più volte nei decenni, non ha trovato spiragli anche perché la Costituzione nicaraguense non consente l’estradizione dei propri cittadini.
Nel Paese centroamericano ha partecipato alla guerriglia sandinista contro i Contras, ha ottenuto la cittadinanza nicaraguense e ha avviato alcune attività commerciali (tra cui dei ristoranti di pesce a Managua).
Lo strappo diplomatico
Nelle ultime ore Tajani ha rinnovato con forza la richiesta di estradizione, definendo inaccettabile la protezione offerta dal governo locale a un condannato per la strage di via Fani. Immediata la reazione del governo del Nicaragua, che ha annunciato la decisione di interrompere formalmente tutte le relazioni diplomatiche con l’Italia.

