Serco ha lanciato NadirEO, una piattaforma che trasforma i dati di osservazione della Terra in analisi pronte all’uso per imprese e amministrazioni. Presentata alla prima edizione di Bex-Beyond Exploration Expo, NadirEO debutta con 18 servizi forniti da un ecosistema di partner specializzati (tra cui Geoskop e le italiane Titan4 e Gisky) e punta in prima battuta su quattro settori: energia, assicurazioni, infrastrutture e agricoltura.
Il gruppo Serco, oltre 50mila dipendenti nel mondo e più di 6mila in dieci Paesi europei, Italia compresa, lavora da oltre quarant’anni per i programmi spaziali del continente; con NadirEO punta a vendere quell’esperienza alle aziende sotto forma di servizio. L’idea è semplice: invece di comprare immagini satellitari e assumere chi le sappia elaborare, si accede a un catalogo di risposte già confezionate. Quanto è esposto alle alluvioni uno stabilimento, dove la vegetazione si avvicina troppo a un elettrodotto, a quale rischio di incendi è soggetta un’area? Sono i casi d’uso indicati da Serco e pensati per chi non abbia competenze di telerilevamento.
«La peculiarità non riguarda solo la tecnologia – spiega Roberto Mulatti, managing director Space Europe e ceo di Serco Italia -, oggi un’organizzazione può affidarsi a un unico fornitore, accettandone i limiti, oppure commissionare un sistema su misura, con costi e tempi più elevati. NadirEO propone una terza via: un ecosistema aperto e collaborativo, dove fornitori di dati, sviluppatori e integratori combinano servizi complementari e ciascuno si concentra su come creare valore per i propri utenti».
Sotto il cofano, la piattaforma incrocia dati di satelliti pubblici e commerciali, di aerei, droni e sensori a terra con gli archivi dell’azienda cliente, li interroga anche in linguaggio naturale grazie all’AI e restituisce ogni risultato con la sua tracciabilità: quali fonti, quando acquisite, come lavorate.
Il nodo, per un’impresa, resta il costo. Si paga a consumo e le personalizzazioni si quotano a parte. Il prezzo dipende dal servizio e dall’area coperta: aggiornare un’analisi dei rischi naturali su asset e infrastrutture di una regione di oltre 10mila chilometri quadrati ha un costo indicativo di circa 12mila euro. Una prima analisi richiede da poche ore a diversi giorni, secondo la complessità.

