Una poltrona per due. È tra Giovanni Malagò e Adriano Galliani la sfida per la presidenza della Figc, la cui assemblea elettiva è fissata per il 14 dicembre all’Hotel Hilton Rome Airport di Fiumicino, a Roma.
Galliani, ex ad di Milan e Monza, dal 23 ottobre 2023 senatore di Forza Italia, ha depositato il faldone per la sua candidatura, corredata dal sostegno ufficiale dell’AIC (Associazione Italiana Calciatori) e dell’AIAC (Associazione Italiana Allenatori Calcio), dal tesseramento all’Enotria 1908, dalla sua agenda e dalle varie dichiarazioni necessarie. Ieri invece si è candidato Malagò, attuale commissario straordinario della Figc, con il tesseramento all’Aniene e le 11 firme delle squadre di Serie A che lo appoggiano.
Il giallo sulla firma del Genoa
Una competizione con un giallo, quello sulla posizione del Genoa. Il Grifone ha prima firmato per Galliani, ma poi ha inviato una Pec di revoca con tanto di diffida e ha espresso il suo sostegno per Malagò. Una mossa che Galliani ha tentato di trasformare a suo vantaggio, allegando l’originaria firma del Genoa presentata a suo favore per sollevare un dubbio di candidabilità per Malagò, che tra le 11 firme ha inserito anche quella della storica società ligure.
La decisione è nelle mani della commissione di vigilanza sulle candidature guidata dal generale di Brigata, Vincenzo Parrinello. Ma soprattutto, ora Malagò e Galliani sono al lavoro per formulare un programma in grado di ottenere il consenso necessario alla loro elezione.
Sfida a 5 per il consiglio: c’è anche Lotito
Intanto sono cinque i candidati che si contendono i tre seggi del consiglio federale nei posti riservati alla Serie A, cui si somma quello che spetta di diritto al presidente della Lega. Claudio Lotito, presidente della Lazio, si è presentato a sorpresa, dopo che alle due ultime elezioni non si era candidato.
In lizza ci sono anche Saverio Sticchi Damiani, presidente del Lecce, Giuseppe Marotta, presidente del consiglio di amministrazione e ad dell’Inter, Stefano Campoccia, vicepresidente dell’Udinese, e Giorgio Chiellini, già difensore della Nazionale italiana e attuale dirigente della Juventus. Marotta, Campoccia e Chiellini hanno fatto parte della consiliatura uscente, mentre Lotito lo era stato fino al febbraio 2025.

