Alla luce della “gravissima situazione legata ai prezzi dell’energia elettrica e del gas”, che sta colpendo le industrie energivore italiane e, in particolare, il settore siderurgico, il Consiglio di presidenza e il Consiglio generale di Federacciai rilevano che “nei prossimi mesi si profilano rischi di un ulteriore aggravamento della situazione, con possibili ripercussioni sulla continuità produttiva e il rischio di fermate degli impianti a causa dell’insostenibilità economica dei costi energetici”. In questo contesto, segnato da un’emergenza energetica aggravata dalla situazione geopolitica internazionale, “appare sempre più difficile comprendere l’applicazione del sistema Ets alle emissioni delle centrali termoelettriche alimentate a gas”, dice l’associazione, aggiungendo che “il decreto Bollette, che mirava ad affrontare anche questa criticità, è ormai bloccato da mesi a livello europeo”.
Federacciai ritiene quindi necessario che “l’Italia si impegni in tutte le sedi per ottenere la sospensione temporanea dell’Ets per il comparto termoelettrico durante il periodo emergenziale e lavori, insieme agli altri Paesi europei, al superamento di un sistema che, in assenza di un vero mercato unico europeo dell’energia, rischia di alimentare ulteriori asimmetrie tra le diverse economie dell’Unione”.
È inoltre ritenuto fondamentale che “il Governo italiano confermi tutti gli strumenti, tra cui interrompibilità, interconnector ed energy release, che remunerano i servizi resi al sistema elettrico nazionale e che, negli ultimi anni, hanno contribuito a mitigare l’impatto del caro energia sulle industrie energivore”. Nonostante questi strumenti, tuttavia, “le imprese energivore italiane continuano a sostenere costi per l’energia elettrica significativamente più elevati rispetto ai concorrenti europei”, spiega Federacciai.

