Il 2026 è iniziato sotto il peso dello shock geopolitico seguito alla guerra tra Usa, Israele e Iran che ha coinvolto anche gli Emirati e l’Arabia Saudita e ha frenato arrivi e acquisti da Est, soprattutto da parte dei facoltosi turisti del Golfo. Ma da maggio è in corso una ripresa che secondo i dati diffusi ai Luxury Shopping Insights 2026 di Global Blue ha comunque portato gli shopper tax free in Europa a crescere del 7% rispetto al primo semestre 2025, con volumi di spesa in leggero calo (-2%). La spesa globale, invece, è salita del 5% grazie ai mercati dell’Asia-Pacifico dove si è concentrato uno shopping locale.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

L’autunno – pur con tutte le incognite del caso tra cui le proteste che stanno infiammando le città europee, Milano inclusa, con episodi di guerriglia urbana – potrebbe portare altre novità positive. In Italia, sicuramente, si riscontra un ritorno dei turisti dal Medio Oriente e dalla Cina: «A settembre e ottobre le presenze dal Golfo hanno ripreso ad avere segno positivo e la Golden Week cinese è andata molto bene – spiega Stefano Rizzi, managing director Italy di Global Blue – con un +43% di shopper e un +40% di spesa rispetto allo stesso periodo del 2025».

Americani al top per acquisti e in Italia crescono di più

A livello europeo, in testa per acquisti ci sono gli americani che oggi ne assorbono circa un quarto (24%) e nel periodo analizzato da Global Blue hanno registrato un aumento di spesa dell’11 per cento. In Italia questa nazionalità ha fatto anche meglio: la quota di shopper con il passaporto blu è del 28% e nel primo semestre gli statunitensi hanno messo a segno un +21% della spesa.

Merito di viaggi ( e acquisti) in località come Taormina(+56%), Capri (+24%) e del traino delle Olimpiadi Milano-Cortina (+114%).Il vero boost agli acquisti, però, arriva dalla cima della piramide: in Europa, nel complesso, il 50% della spesa tax free è in capo a un 7% di shopper che include ultra ricchi (1%, oltre 70 mila euro di acquisti l’anno) assorbe il 27% della spesa, e super ricchi (6%, 20-70mila euro).

L’Italia da sola intercetta il 37% degli ultra ricchi arrivati in Europa, ma non “monetizza” come altri Paesi: nel semestre i loro acquisti hanno segnato un +2% contro il +5% in Ue.

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