Un pacchetto da 5,80 euro, la fascia di prezzo in cui ricade quasi il 40% delle sigarette vendute in Italia, nella seconda metà del 2027 costerà 5,93 euro. È la stima della relazione tecnica al disegno di legge di bilancio 2027-2029, che all’articolo 33 anticipa di sei mesi il calendario degli aumenti fissato dalla manovra dello scorso anno. Per i fumatori il 2027 porterà così due rincari: il primo a gennaio, già previsto dalla legge 199/2025, il secondo dal 1° luglio.
Il meccanismo tocca tutte le componenti dell’accisa. Per le sigarette la quota fissa sale a 38,50 euro ogni mille pezzi, invece dei 35,50 previsti per l’intero 2027, l’onere fiscale minimo passa da 221 a 227 euro e l’aliquota sul prezzo di vendita scende dal 48,5 al 48%.
Aumenti tra 10 e 13 centesimi
Sono i valori che la legge in vigore fissava a partire dal 2028. Secondo la relazione tecnica ne deriva un aumento «pari in media a circa 13 centesimi a pacchetto dal secondo semestre del 2027», tra 10 e 13 centesimi a seconda della fascia: il pacchetto da 5,50 euro, un quarto del mercato, sale a 5,63 euro, quello da 6,80 a 6,91.
Gli altri prodotti
Lo stesso anticipo vale per gli altri prodotti. Sul trinciato per le sigarette rollate l’accisa minima sale da 165,50 a 169,50 euro al chilo e l’aliquota dal 60,9 al 61,1%; sui sigaretti da 49 a 51 euro al chilo convenzionale, con l’aliquota dal 27,5 al 28%.
Per il tabacco riscaldato la quota di accisa calcolata sull’equivalente in sigarette passa dal 41 al 42%. Sui liquidi per sigarette elettroniche l’imposta di consumo sale dal 20 al 22% per quelli con nicotina e dal 15 al 17% per quelli senza.

