Il mercato nel frattempo è diventato molto più mobile. Nel 2025 circa 24,3 milioni di punti di prelievo domestici dell’elettricità, il 79,7% del totale, erano nel mercato libero. Nello stesso anno il 20,8% dei clienti domestici ha cambiato fornitore.
Sei su dieci non denunciano
L’altro dato che rompe lo schema riguarda l’età. Gli anziani non risultano la categoria più esposta. La media nazionale di chi dichiara una truffa o un tentativo è del 7%, ma sale al 9,2% tra i 25 e i 34 anni e raggiunge il 10,1% nella fascia tra 35 e 44 anni. Anche nel 2023 quest’ultimo gruppo era risultato il più colpito, allora con un’incidenza del 13,3%.
La parte più stabile del fenomeno è forse quella successiva alla truffa. Il 59,2% degli intervistati coinvolti sceglie di non denunciare (tre anni fa era il 58%).
La principale motivazione è, per il 36,1%, il valore troppo basso del danno economico; un altro 22,7% pensa che non riuscirebbe comunque a recuperare i soldi; il 16,8% non denuncia perché si sente ingenuo per essere caduto nella trappola.
Le regole sono diventate più rigide
Nel frattempo, sono cambiate anche le tutele. Dal primo gennaio 2025, per concludere un contratto di luce o gas al telefono non è sufficiente la conversazione: il cliente deve confermare di avere ricevuto su carta o su un altro supporto durevole il documento con tutte le condizioni contrattuali. Per le visite commerciali non richieste a casa, il diritto di ripensamento è stato esteso da 14 a 30 giorni. Il venditore rimane inoltre responsabile del rispetto delle regole anche quando affida telemarketing e teleselling a società esterne.

