«Tanti dei nostri ospiti sono regular ma negli anni abbiamo ospitato tanti nuovi ospiti, tra cui famiglie, turisti e clientela giovane che cerca un’esperienza premium accessibile in un contesto di lusso – spiega Ceola -. Uno dei punti chiave della scelta è gestire con maggiore libertà il proprio tempo libero. Credo che il brunch resterà una componente sempre più centrale dell’hospitality contemporanea in Italia e diventerà un format sempre più stabile, non relegato solo ai week end».

Condivisione nelle ville di Castiglion del Bosco

Castiglion del bosco è un luxury hotel del gruppo Rosewood, immerso tra le colline della Val d’Orcia e situato in un borgo del XII secolo. La tenuta ospita 42 suite e 11 ville; un tempo casali medievali, ora rifugi intimi, arredati con mobili d’antiquariato accuratamente selezionati e pezzi unici provenienti da tutta Italia. Con un ristorante due stelle Michelin, una trattoria tradizionale e una cantina storica all’interno della tenuta, qui la cucina a km 0 è un fiore all’occhiello che vale il viaggio. Oggi il vero lusso vive di privacy e distanza da “occhi indiscreti”. Ecco perché a Castiglion del Bosco il trend del brunch assume connotazioni ancora più esclusive e si fa direttamente in villa, al costo a 210 euro a persona (per nulla distante dal “menu del fine dining del ristorante interno Campo del Drago, 2 stelle Michelin, costa 220 euro).

«Sempre più spesso osserviamo ospiti che scelgono le Ville per celebrare occasioni speciali, trascorrere tempo con più generazioni della stessa famiglia o semplicemente condividere giornate senza programmi prestabiliti – dice Nicola Migheli, Managing Director Castiglion del Bosco, A Rosewood Hotel-. Da qui il desiderio di offrire un’esperienza culinaria che possa valorizzare proprio questi momenti».

Il brunch invita a rallentare e a vivere il tempo in modo diverso, al di là degli orari convenzionali della giornata. Non segue le regole della colazione né quelle del pranzo, ma lascia spazio alla spontaneità e al piacere della condivisione. Lo chef prepara i piatti sul momento, mentre gli ospiti scelgono dove vivere l’esperienza, in giardino tra i profumi della campagna toscana, a bordo piscina, sotto il porticato o negli spazi più intimi della casa. Ogni dettaglio viene personalizzato e curato in base alle richieste. C’è grande elasticità. La proposta combina preparazioni dolci e salate, ingredienti del territorio e richiami alla tradizione locale, ma ciò che la rende davvero speciale è il contesto in cui viene vissuta. Il Food & Beverage rappresenta indicativamente tra il 25% e il 30% del fatturato complessivo di Castiglion del Bosco, A Rosewood Hotel. Un dato che conferma il ruolo centrale dell’enogastronomia all’interno dell’esperienza del resort, dove il cibo diventa uno strumento di scoperta del territorio e delle sue tradizioni.

«Le Ville di Castiglion del Bosco sono state concepite come delle vere e proprie case, immerse nella campagna toscana, luoghi dove famiglia e amici possono ritrovarsi e vivere insieme momenti indimenticabili – continua Nicola Mingheli -. In questo contesto, il brunch è nato quasi naturalmente. La nostra clientela delle Ville di Castiglion del Bosco è prevalentemente internazionale, con una forte presenza di ospiti provenienti dagli Stati Uniti. Seguono i principali mercati europei, mentre negli ultimi anni abbiamo registrato una crescita significativa della domanda da America Latina, Medio Oriente e Asia. La permanenza media nelle Ville è generalmente di circa una settimana, con molti ospiti che scelgono soggiorni più lunghi per vivere appieno il territorio e le esperienze offerte dalla destinazione».

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