La piattaforma The Business of Fashion (BoF) ha svelatp la lista delle migliori boutique di moda al mondo, selezionando i rivenditori indipendenti (multimarca o concept store sono altre due definizioni possibili) che stanno rivitalizzando il settore del retail di moda. Da Ven Space a Brooklyn (New York), ad Arts & Science a Tokyo e Maison 69 al Cairo, la lista comprende 65 rivenditori indipendenti con 130 negozi in 43 città di 27 paesi. Il numero dei negozi è superiore a quello dei nomi citati perché alcuni hanno aperto insegne in altre città oltre a quella dove sono nati. Quasi 300 i nomi inziali, poi ridotti alla lista finale di 65, suddivisi in tre categorie distinte in base al sistema di valutazione di BoF: Unico nel suo genere, Da cercare e Da conoscere.
Attore strategico
Secondo BoF, le boutique indipendenti sono una parte sempre più vitale dell’ecosistema della moda, perché offrono un antidoto alla monotonia dello shopping online e coltivano comunità di clienti fedeli. Mentre i più grandi marchi del settore hanno raddoppiato gli sforzi sulla distribuzione diretta online e offline (monomarca o canale Dtc, direct to consumer), molti acquirenti desiderano qualcosa di più umano, di più unico: i negozi indipendenti, dove poter acquistare capi di diversi marchi e provare quella che molti considerano la magia di entrare in un negozio e uscirne con un capo o un’esperienza inaspettata. Mentre le potenti catene di department store (si pensi a Saks negli Stati Uniti) hanno faticato ad adattarsi a un mercato in continua evoluzione, i migliori negozi indipendenti del mondo sono diventati silenziosamente una parte sempre più vitale dell’ecosistema della moda.
Scouting di talenti emergenti
Considerati gli eroi sconosciuti dell’ecosistema della moda, svolgono un ruolo fondamentale nel promuovere i designer emergenti, creare comunità di clienti fedeli e offrire esperienze di shopping fisiche che non possono essere replicate online. Dal punto di vista commerciale, forniscono un flusso di entrate e un canale di marketing per i marchi indipendenti che si muovono in un mercato competitivo, come in Italia sostiene da anni la Camera dei Buyer, oggi guidata da Maura Basili e che riunisce circa 90 associati con 500 punti vendita in Italia e nel mondo.
Cosa rivela la guida sul panorama del retail fisico
La guida di Business of Fahion rivela le qualità collettive dei rivenditori selezionati e come riescono a rimanere rilevanti per i consumatori in un contesto difficile. I migliori negozi di moda indipendenti al mondo sono sorprendentemente giovani: quasi il 70% ha aperto i battenti per la prima volta negli ultimi 20 anni. La mappa del retail indipendente nel settore della moda è davvero globale. Gli Stati Uniti rappresentano il maggior numero di rivenditori in lista (17), a testimonianza della portata e del dinamismo del loro mercato. Il Giappone, altro polo di attrazione per i migliori rivenditori, è rappresentato da sei negozi, a sottolineare la sua duratura influenza sulla cultura del retail. Alcune delle boutique più interessanti si trovano al di fuori delle principali capitali della moda. Negozi come Alára a Lagos, Ensemble a Mumbai, Boutique N a Kuwait City e Maison 69 al Cairo dimostrano la validità di concetti che vanno ben oltre le capitali della moda occidentali come New York, Parigi, Milano e Londra. Le dimensioni non sono sinonimo di influenza. Alcuni rivenditori gestiscono flagship store su più piani nelle principali città; altri sono negozi singoli in quartieri residenziali o in luoghi inaspettati. Ciò che li accomuna non è la dimensione, ma la convinzione creativa.
L’elenco completo
I negozi che stanno ridefinendo il futuro della moda sono:• 10 Corso Como, Milano• A Ma Manière, Atlanta• A’maree’s, Newport Beach• Aby Concept, Abidjan• Absolutely Fabrics, Toronto• Agora Ibiza, Ibiza• Alara, Lagos• Andreas Murkudis, Berlino• Antonia, Milano• APOC Store, Londra• Arts & Science, Tokyo• B1OCK, Hangzhou• Beige Habilleur, Parigi• Biotop, Tokyo• Boon the Shop, Seoul• Boutique N, Kuwait City• Boygar’s, Tbilisi• ByGeorge, Austin• C’H’C’M’, New York• Capitol, Charlotte• Darklands, Berlino• Departamento, Los Angeles• Dongliang, Pechino• Dover Street Market, Londra• Ekseption, Madrid• Elysewalker, Pacific Palisades• ENG, Shanghai• Ensemble, Mumbai• GR8, Tokyo• Hirshleifers, Manhasset• IKAL, Città del Messico• Ikram, Chicago• Joyce, Hong Kong• Solo un occhio, Los Angeles• Kirna Zabete, New York• L’Éclaireur, Parigi• La Garçonne, New York• Labelhood, Shanghai• Le Mill, Bombay• Machine-A, Londra• Fanciulle, Tokyo• Maison 69, Il Cairo• Maxfield, Los Angeles• McMullen, Oakland San Francisco• Mohawk General Store, Los Angeles• Mouki Mou, Londra• Vicino, Vancouver• Nitty Gritty, Stoccolma• NK, San Paolo• Salone X, Sydney• Restir, Tokio• Pista, Ho Chi Minh City• Slam Jam, Ferrara• Smets, Lussemburgo• SND, Chongqing• San Dom, Cartagena• Sugar, Arezzo• Tasoni, Zurigo• Tempio Musa, Lagos• IL Broken Arm, Parigi• The Tokyo, Tokyo• The Webster, Miami• Ven. Space, New York• Words, Sounds, Colors and Shapes, Parigi• Working Title, San Paolo











