E’ prevista per oggi la sentenza del processo di Chiara Ferragni imputata di truffa aggravata per i casi della beneficenza legata alle vendite del ’Pandoro Pink Christmas’ di Balocco del Natale 2022 e delle Uova di Pasqua ’21-’22 di Dolci Preziosi.
Un anno e 8 mesi per l’influencer è la richiesta di condanna presentata il 25 novembre dal procuratore aggiunto di Milano, Eugenio Fusco, e dal sostituto Cristian Barilli che hanno coordinato le indagini della guardia di finanza sul cosiddetto ’pandorgate’.
“Innocente” da ogni “punto di vista” e comunque l’imprenditrice ha già risarcito, la risposta a distanza il 19 dicembre dei legali di Ferragni, avvocati Giuseppe Iannaccone e Marcello Bana che hanno chiesto di assolvere la 38enne.
Tre le strade percorribili dal presidente della terza sezione penale del Tribunale di Milano, il giudice Ilio Mannucci Pacini, chiamato a decidere sulla sorte anche dei computati di Ferragni, Fabio Damato, ex manager delle società titolari dell’immagine di Ferragni e all’epoca braccio destro della 38enne per cui è stata chiesta la stessa pena e l’amministratore delegato e presidente di Cerealitalia-ID, Francesco Cannillo (un anno la richiesta del pm).
1) potrebbe accogliere la richiesta della Procura se ritenesse sufficientemente provata la truffa aggavata dalla minorata difesa dei consumatori e follower di Ferragni sulla presunta pubblicità ingannevole legata alla filantropia per sostenere l’acquisto di un nuovo macchinario con cui esplorare cure terapeutiche nei bambini affetti da Osteosarcoma e Sarcoma di Ewing per l’Ospedale Regina Margherita di Torino da finanziare con i pandori Balocco e per il sostegno all’associazione ’Bambini delle Fate’ con le uova di Pasqua ’Dolci Preziosi’ prodotte da Cerealitalia-ID.











