«Occorrerà sicuramente aspettare un periodo necessario ad avere un quadro più chiaro e definito della realtà del Paese in ambito politico e della sicurezza sociale, oltre a un nuovo quadro legislativo che assicuri le condizioni necessarie a proteggere gli investimenti e gli interessi delle imprese italiane che intendano operare in Venezuela e inserirsi nei processi di ricostruzione delle infrastrutture del Paese, ma sono convinto che l’Italia possa giocare un ruolo chiave nello sviluppo economico del Venezuela».
Per Alvaro Peressutti, presidente Camera di Commercio Italo Venezuelana, gli eventi dello scorso 3 gennaio, con la caduta del governo Maduro, hanno cambiato radicalmente gli equilibri politici, sociali ed economici del Paese, generando «un movimento e aspettative di proporzioni immense» che potrebbero aprire interessanti opportunità di business anche per le imprese italiane. «Non è ancora possibile definire e intendere con chiarezza quali saranno le misure che saranno prese da parte del governo venezuelano e dalla’amministrazione americana per assicurare un processo transitorio e radicale che dovrà portare a una nuova società, più giusta nei diritti civili, più democratica a livello sociale e più aperta a livello economico», precisa Peressutti.
Ma il Venezuela è un Paese a cui il Sistema Italia può guardare con interesse, sebbene oggi l’interscambio tra Roma e Caracas sia limitato: secondo i dati forniti dalla stessa Camera italo-venezuelana (che fa parte di Assocamerestero, l’associazione che rappresenta 86 camere di commercio presenti in 63 Paesi), le esportazioni italiane verso il Venezuela, dopo tre anni di costante crescita, sono diminuite del 32,9% nei primi nove mesi del 2025 rispetto allo stesso periodo del 2024, passando da 137 milioni di euro a 92 milioni.
Nello stesso periodo, le vendite dal Venezuela all’Italia si sono ulteriormente consolidate, raggiungendo i 222 milioni di euro. Esportiamo principalmente macchinari, prodotti alimentari e prodotti chimici, importiamo soprattutto petrolio greggio (il 68,6% del totale nel 2024) e prodotti siderurgici.
Ma il nuovo scenario politico potrebbe favorire gli scambi e riportare ai valori importanti registrati nel 2012, quando l’export italiano aveva superato il miliardo di euro, grazie anche al possibile ingresso del Venezuela nel Mercosur, con cui l’Unione europea ha appena raggiunto uno storico accordo commerciale. «Il Venezuela entró nel Mercado Comun del Sur Mercosur nel 2012, ma fu sospeso nel 2016 per inosservanza delle norme democratiche – spiega Peressutti -. Con il ripristino delle condizioni necessarie, previste dalle norme statutarie del Mercosur, il Venezuela potrà rientrare a pieno titolo nel blocco regionale, fondamentale per la sua integrazione sociale ed economica con gli altri Paesi dell’area».










