Un permesso di soggiorno più semplice e veloce. Il governo italiano si allinea alle linee europee, in particolare a ciò che prevede la direttiva 1233/2024 del Parlamento Ue e del Consiglio Ue, e approva in esame preliminare un decreto legislativo relativo alla procedura di domanda per il rilascio di un permesso unico.
In pratica, dunque, andrà a modificare – dal 22 maggio 2026 – il Testo unico sull’immigrazione (d.lgs. 286/1998) per adeguare l’ordinamento italiano sul permesso che consente ai cittadini di Paesi terzi di soggiornare e lavorare nel territorio di uno Stato membro. L’ok è arrivato durante il Consiglio dei ministri del 20 gennaio. L’intervento, spiega l’esecutivo, «semplifica radicalmente l’iter amministrativo per la domanda».
Più informazioni allo straniero
Il primo articolo del decreto rafforza l’obbligo di informazione verso lo straniero. In particolare, anche quelle riguardanti le condizioni di ingresso e di soggiorno per l’esercizio di attività lavorativa, su tutti i documenti richiesti per la domanda di un permesso unico e sugli obblighi e le garanzie procedurali previste in favore dei lavoratori e dei loro familiari.
Le nuove tempistiche
C’è, poi, la questione dei tempi. I termini ordinari dei procedimenti amministrativi vengono estesi da 60 a 90 giorni per il rinnovo del titolo di soggiorno. Questa estensione è compensata, tuttavia, dall’introduzione di una disciplina speciale per il permesso unico di lavoro: una volta completata la domanda, il questore è tenuto a rilasciare il permesso unico entro trenta giorni, in deroga ai termini più lunghi previsti per gli altri titoli.
Obbligo di trasparenza per i datori e più flessibilità per i lavoratori stranieri
Ci sono anche altri due punti sui quali si adegua l’Italia. Il primo riguarda l’obbligo di trasparenza per i datori, che dovranno «informare tempestivamente il lavoratore straniero su ogni comunicazione relativa al nulla osta». Il secondo, per «garantire maggiore flessibilità nel mercato del lavoro», permette allo straniero titolare di permesso unico di cambiare datore di lavoro durante il periodo di validità del titolo, previa notifica alle autorità competenti.











