Rosario Forlenza, direttore del corso di laurea in International Relations della Luiss in questa difficile fase, segnata dalle tensioni tra Ue e Usa, avverte: «Il futuro dell’Europa non sarà deciso da chi ha maggiori risorse ma da chi saprà mobilitare intelligenze». La conferma che mai come ora a fare davvero la differenza è il capitale umano arriva dal road show nazionale “Luiss & Confindustria: nuove prospettive per imprenditori e studenti del territorio”, con la tappa emiliana ospitata da Confindustria Emilia (alla quale fanno capo gli industriali delle province di Bologna, Ferrara e Modena). Step che serve a definire la road map della formazione alla luce delle nuove esigenze: non solo quindi al cospetto della rivoluzione innescata dall’intelligenza artificiale ma anche delle tensioni internazionali che stanno ridisegnando l’ordine globale.
Oggi le imprese non hanno più bisogno solo di profili Stem, che pure restano fondamentali. «E a questo proposito necessario avvicinare anche le ragazze a queste discipline», dice la presidente di Confindustria Emilia Sonia Bonfoglioli. Servono anche, osserva Bonfiglioli, competenze trasversali. Perciò non solo nuove tecnologie ed economia. Anche geopolitica, scienze demografiche. «Se da un lato le aziende hanno necessità di manodopera dall’altro lato – prosegue la presidente di Confindustria Emilia – possono crescere solo se insediate su terreni fertili, dove fervono le idee».
La fase attuale è complessa. Il roadshow serve, sottolinea Paolo Boccardelli, rettore dell’Università Luiss Guido Carli, «a comprendere obiettivi, domanda di competenze. Dobbiamo ascoltare imprese, istituzioni, società civile. Questo è un passaggio della storia di grande cambiamento. Un cambiamento velocissimo. Per questo abbiamo bisogno di un piano Marshall sul capitale umano». Un piano che secondo Boccardelli non deve escludere le classi medie, per evitare un inasprimento delle disuguaglianze. «Dobbiamo fare in modo che i nostri laureati – aggiunge il numero uno della Luiss – siano in grado di comprendere la transizione energetica, come sta cambiando l’Europa, la geopolitica, il contesto internazionale».
Competenze a maggior ragione richieste da una regione fortemente esportatrice come l’Emilia-Romagna, che contribuisce per il 13% all’export nazionale. Se l’obiettivo degli industriali, come osserva Bonfiglioli, è quello di formare le conoscenze necessarie «per affrontare le sfide dell’innovazione e sostenere la crescita», quello della Luiss è di preparare una nuova generazione di leader. Intanto l’ateneo continua a centrare obiettivi. Il tasso di occupazione dei suoi laureati a un anno dalla laurea è del 95%, il tempo medio di attesa tra conseguimento del titolo e primo lavoro è di un mese. Tutti dati riferiti al 2025.
Quanto all’intelligenza artificiale sta già investendo risorse. Ha nominato un prorettore per l’IA, che guida anche il Centro di ricerca AI4Society, oltre 1.500 suoi studenti hanno ottenuto il certificato digitale obbligatorio AI Readiness, che attesta la capacità di comprendere e utilizzare l’intelligenza artificiale.










