Il Consiglio dei ministri che si svolge nel pomeriggio di lunedì 26 gennaio a Palazzo Chigi ha all’ordine del giorno la dichiarazione dello stato di emergenza in relazione agli eccezionali eventi meteorologici che si sono verificati, a decorrere dal 18 gennaio 2026, nelle regioni Calabria, Sicilia e Sardegna. «Una prima ricognizione c’è e purtroppo si tende addirittura a superare il miliardo e mezzo di euro come danni diretti e indiretti, perché ogni giorno che passa naturalmente emergono danni non emergenti immediatamente. Quindi si tratta di danni non indifferenti». Lo ha detto il presidente della Regione Sicilia Renato Schifani, parlando con i giornalisti prima di partecipare, assieme ai governatori di Calabria e Sardegna, al Consiglio dei ministri che delibererà lo stato d’emergenza per le regioni colpite nei giorni scorsi dal maltempo. «Si è trattato un evento straordinario – ha aggiunto -, un evento che ha messo in ginocchio una parte turistico-alberghiera prioritaria della Sicilia, la zona di Taormina, per cui temiamo anche il crollo delle strutture turistiche in un centro che ha brillato in Sicilia come Pil di attrazione turistico-alberghiera».
Occhiuto: «300 milioni di danni per la Calabria»
«Ci sono circa 300 milioni di euro di danni per la Calabria, chiaramente è una stima di massima e ora stiamo facendo una ricognizione più puntuale». Lo ha detto il presidente della Regione Calabria e vicesegretario di Forza Italia, Roberto Occhiuto, parlando con i giornalisti fuori Palazzo Chigi prima di partecipare, con i governatori di Sicilia e Sardegna, al Consiglio dei ministri convocato per dichiarare lo stato d’emergenza per le regioni colpite nei giorni scorsi dal maltempo. «Ci aspettiamo che sia dichiarato lo stato d’emergenza, così come abbiamo chiesto con apposite delibere di giunta. Lo ha fatto la Calabria, lo hanno fatto anche le altre regioni – ha sottolineato -. Ci aspettiamo uno stanziamento iniziale per poter procedere ai lavori da svolgere in somma urgenza e anche qualche altro provvedimento con una dote finanziaria più consistente, che è difficile quantificare perché la quantificazione dei danni si sta facendo appunto in questi giorni in maniera puntuale». E ha spiegato: «A noi interessa che ci sia un provvedimento che assicuri che siano ristorati tutti quelli che hanno perso la loro attività. Io ho visto persone piangere perché il loro ristorante o la loro attività con la quale davano da mangiare alla famiglia non c’era più, per cui chiediamo che vengano innanzitutto ristorati questi danni». E in merito ai tempi ha detto: «Se si fa la dichiarazione di emergenza, come noi ci aspettiamo, possono essere molto veloci perché si va in deroga ad ogni vincolo ad ogni legge».











