«La nave italiana dello Standing Nato Maritime Group 2, l’Its Virginio Fasan, sta monitorando e seguendo nel mar Mediterraneo il sottomarino russo classe Kilo Krasnodar, con scorte che includono il cacciatorpediniere russo Severomorsk». Lo ha riferito su X il Comando marittimo dell’Alleanza Atlantica, evidenziando che l’attività italiana dimostra «la vigilanza degli alleati, la consapevolezza della situazione e l’impegno per la sicurezza in mare».
La fregata Fasan
Nave Virginio Fasan (F 591) a cui fa riferimento l’Alleanza Atlantica è la seconda delle fregate classe FREMM (Fregate Europee Multi Missione) e la prima in configurazione ASW (Anti Submarine Warfare). L’unità, costruita nello stabilimento Fincantieri di Riva Trigoso, è stata varata il 31 marzo 2012 e successivamente trasportata allo stabilimento del Muggiano per il completamento dell’allestimento e le prove di collaudo. Nave Virginio Fasan è stata consegnata alla Marina Militare il 19 dicembre 2013. Attualmente la nave fa sede nel porto di La Spezia ed è alle dipendenze della 1ª Divisione Navale. La Fasan è flagship dell’Operazione Standing NATO Maritime Group 2.
La forza navale della Nato
Lo Standing NATO Maritime Group 2 è una delle quattro forze navali permanenti della Nato, composta da un gruppo multinazionale integrato di navi appartenenti a diverse nazioni alleate. Opera in prevalenza nel Mar Mediterraneo e nel Mar Nero, monitorando le linee di comunicazione vitali tra Europa, Medio Oriente e Nord Africa. Insieme allo Standing NATO Maritime Group 1, focalizzato sull’Atlantico settentrionale, rappresenta la spina dorsale della capacità marittima della NATO Response Force. Le attività rientrano nel più ampio concetto di Cooperative Security (uno dei tre pilastri dell’Alleanza) e permettono di sviluppare il dialogo e la cooperazione con le Marine del Mediterraneo partner della Nato, fondamentali per aumentare la sicurezza marittima regionale e prevenire potenziali crisi.
Il primo Virginio Fasan
La Fasan di oggi è la “nipote” del primo Virginio Fasan: realizzato quest’ultimo nei cantieri Navalmeccanica di Castellamare di Stabia, varato il 9 ottobre del 1960, è stato consegnato alla Marina Militare il 10 ottobre 1962. Lungo 94 metri per 1.526 tonnellate di dislocamento, poteva raggiungere una velocità di 26 nodi. L’armamento era costituito da tre cannoni 76/62 MMI, un lanciabombe anti-sommergibile e sei lanciasiluri disposti su due impianti trinati; la propulsione era basata su motori diesel. La fregata Virginio Fasan (F 594) apparteneva alla classe Luigi Rizzo; le unità di questa classe sono state le prime navi scorta al mondo ad avere attrezzature per l’imbarco e il ricovero di elicotteri anti-sommergibile. Oltre al nome, le due Virginio Fasan condividono anche il numero di persone di equipaggio presenti a bordo (167); lo spinto livello di automazione degli apparati imbarcati ha permesso di mantenere un equipaggio tanto ridotto nel moderno Virginio Fasan, nonostante sia più lungo di 50 metri e più pesante di 5000 tonnellate rispetto al primo Virginio Fasan.
L’Alleanza Atlantica: «Più vigilanza aerea a Est e nell’Artico, oltre 500 scramble in un anno»
Non solo vigilanza in mare. In una nota l’Alleanza Atlantica ha chiarito che «le forze aeree alleate continuano la polizia dello spazio aereo sul fianco orientale e nell’Artico, dimostrando maggiore interoperabilità, coordinamento e prontezza operativa» e «garantendo la sicurezza 24 ore su 24. La Nato ha riferito in particolare che nel 2025 – sotto la guida del Comando aereo alleato – sono stati effettuati «oltre 500 scramble (decolli di emergenza, ndr) in risposta a potenziali minacce aeree». L’attività, ha sottolineato ancora l’Alleanza Atlantica, «rientra nella strategia di deterrenza e difesa dell’Alleanza e conferma la capacità di risposta rapida a scenari emergenti». Nel Baltico, si ricorda, l’Italia contribuisce alla missione con un distaccamento di Eurofighter schierato presso la base di Amari.









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