Ci sarà anche il segretario dell’Onu Antonio Guterres alla cerimonia di apertura, il 6 febbraio nello stadio di San Siro, delle Olimpiadi invernali di Milano Cortina. Con 92 nazioni partecipanti, oltre ad alcuni atleti russi e bielorussi che competono come neutrali, l’annunciata presenza di una cinquantina fra Capi di Stato e di Governo e teste coronate, in qualche modo anche i Giochi rispecchiano la difficile situazione internazionale nonché un’occasione per bilaterali o vertici più o meno riservati: una sorta di sessione dell’Onu meno formale, ma decisamente più delicata per chi la deve seguire fra problemi diplomatici e di sicurezza.
Il protocollo per garantire la sicurezza delle squadre
Dall’arrivo dell’Ice (con tre agenti non operativi, è stato spiegato dopo giorni di polemiche) ad accompagnare il vicepresidente J.D. Vance e il segretario di Stato americano Marc Rubio, alla ventilata presenza dei pasdaran con la squadra iraniana, il Viminale e la Farnesina hanno messo a punto un rigido protocollo per le squadre di sicurezza che ogni Paese porterà con sé. Ma sono consapevoli che non mancheranno le proteste, per altro già annunciate anche per la partecipazione di Israele. I problemi diplomatici però non riguardano solo Stati dichiaratamente ostili fra loro, come appunto Iran e Israele o Ucraina e Russia, ma anche Paesi storicamente amici ma con rapporti che negli ultimi tempi si sono raffreddati, come Francia e Stati Uniti.
Il protocollo prevede che i rappresentanti dei diversi Stati allo stadio siano fatti sedere seguendo l’ordine alfabetico delle Nazioni, con poi seduti accanto ultimi della fila i rappresentanti di chi ospiterà le prossime Olimpiadi, in questo caso Francia e Stati Uniti. Ma Macron accomodato accanto a Vance, dopo le ultime schermaglie sulla Groenlandia, non sembra un’opzione. Ancora il presidente francese non ha ufficializzato la sua presenza, ma una soluzione potrebbe essere quella di farlo sedere accanto ad esponenti locali di Salt Lake City, rispettando il protocollo ed evitando incidenti diplomatici.
Lunedì il concerto alla Scala alla presenza di Mattarella
I primi arrivi a Milano sono attesi in questi giorni. All’apertura della sessione numero 145 del Comitato Olimpico, lunedì 2 febbraio alla Scala con un concerto dell’orchestra diretta da Riccardo Chailly e la presenza fra l’altro del baritono Luca Salsi, fra i più famosi al mondo, con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella sono attesi membri del Cio come il principe Alberto di Monaco e la principessa Anna, che nel 1976 partecipò nell’equitazione alle Olimpiadi di Montreal e resterà in Italia per diversi giorni. Come diversi giorni rimarranno i reali dei Paesi Bassi che hanno già in programma la visita al Villaggio olimpico e a Casa Olanda, diecimila metri allestiti al Superstudio in via Tortona.
Giovedì la cena con i Capi di Stato e di governo
La maggior parte degli arrivi si concentrerà però a partire dal 5 febbraio, quando è in programma la cena per i Capi di Stato e governo offerta dalla presidente del Cio Kirsty Coventry alla Fabbrica del Vapore, alla presenza del presidente Mattarella e della premier Giorgia Meloni. Il giorno successivo si inaugura alla Triennale Casa Italia, sempre con Mattarella e Meloni, dove il ministro Abodi offrirà un cocktail di benvenuto ai ministri dello Sport delle varie nazioni, a cui parteciperanno anche tredici ministri italiani, per poi spostarsi allo Stadio per la cerimonia. Tante quindi le occasioni di incontro in giorni in cui ci saranno fra gli altri il presidente tedesco Frank-Walter Steinmeier, lo svizzero Guy Parmelin, l’emiro del Qatar Tamim bin Hamad Al Thani, il principe giordano Faisal Bin Al Hussein, la consigliera di Stato cinese Shen Yiqina. Senza contare gli arrivi successivi in una Milano olimpica centro dello sport, ma anche della politica internazionale.










