La biatleta azzurra Rebecca Passler è stata trovata positiva al controllo antidoping fatto la mattina del 2 febbraio 2026, a meno di una settimana dall’inizio delle Olimpiadi di Milano-Cortina, da dove verrà sospesa. Il farmaco riscontrato dalle analisi di Passler è il letrozolo, la stessa sostanza che costò una squalifica, nel 2017, alla tennista Sara Errani, che poi chiarì la vicenda sottolineando che il letrozolo “non ha effetti dopanti sulle atlete” e che “la sua assunzione era stata involontaria e legata ad una contaminazione del cibo”, per l’esattezza – fu dimostrato all’epoca – alla preparazione artigianale di tortellini da parte della madre che assumeva il farmaco.
Che cos’è il letrozolo e a cosa serve
Il letrozolo è infatti usato in medicina: si tratta di un inibitore dell’aromatasi, un enzima che trasforma gli androgeni in estrogeni e viene utilizzato nel trattamento del tumore al seno ormono-dipendente (ovvero, quella forma di carcinoma che cresce stimolato dagli ormoni sessuali, tra cui gli estrogeni) nelle donne in post-menopausa.
Il farmaco riesce quindi a bloccare e ridurre gli estrogeni fino al 99%, pertanto, diminuendo la quantità di questi ormoni, può contribuire a bloccare la crescita di alcune forme di tumore al seno le cui cellule necessitano di questi per proliferare.
Perché la sostanza è vietata dalla Wada (l’Agenzia mondiale antidoping)
Ogni anno, l’elenco ministeriale delle sostanze dopanti aumenta di una percentuale che varia dal 10 al 20 per cento. Il letrozolo, approvato nel 1997 dalla Food and Drug Administration, è considerato dall’organizzazione antidoping Wada come sostanza proibita perché, pur non avendo effetti dopanti di per sé, viene impiegato per ridurre gli alti livelli di estrogeni dovuti agli anabolizzanti, quindi può mascherarne l’uso e contrastarne gli effetti collaterali e, per questo, è stato incluso nella categoria S4 del Codice mondiale antidoping.
Il caso di Sara Errani
Il letrozolo costò una squalifica a Sara Errani nel 2017 ma poi la Federazione internazionale di tennis stabilì che si era trattato di una contaminazione alimentare perché l’impasto dei tortellini in brodo, preparati da sua madre, conteneva la sostanza che si trovava in un farmaco, il Femara, che la mamma della tennista assumeva dal 2012. Come si legge nella sentenza relativa.
Contaminazione anche per Sinner
Anche Jannik Sinner, nel 2024, risultò positivo a un test antidoping, in occasione degli Indian Wells, ma un’indagine indipendente della Tennis Integrity Agency (Itia), l’agenzia mondiale sul doping, fece cadere le accuse contro di lui per un’ “assunzione inconsapevole”. Il problema, infatti, sarebbe stato causato da uno spray utilizzato dal fisioterapista del campione.
La sostanza individuata era un metabolita del Clostebol, uno steroide.

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