BeNewtral, start up nata dal PoliHub, l’acceleratore del Politecnico di Milano, con focus sulla produzione di materiali innovativi per l’edilizia, chiude un aumento di capitale del valore di 7 milioni di euro, portando a 11 milioni la raccolta totale.
L’operazione è stata finalizzata a tre mesi dalla presentazione ufficiale al mercato di ReBind, un legante minerale alternativo al cemento in grado di ridurre le emissioni di produzione fino al 90% per tonnellata, abbattendo il 98% dell’energia e il 93% dell’acqua necessaria, ed eliminando l’estrazione di minerali. È ricavato dalla valorizzazione di sottoprodotti industriali non pericolosi, e sviluppato sulla base di una tecnologia proprietaria.
Lead investor del round è Cdp Venture Capital, attraverso il comparto Infratech del proprio fondo Corporate Partners I. Ad affiancarlo ci sono i soci storici che sostengono BeNewtral sin dall’inizio: NovaCapital, Eureka! Venture Sgr e Tech4Planet, il Polo nazionale di trasferimento tecnologico per la sostenibilità ambientale promosso da Cdp Venture Capital, insieme a un gruppo selezionato di investitori privati, tra cui Edoardo Vernazza, imprenditore titolare di San Colombano Costruzioni e Presidente di Ance Giovani, e altri nuovi angel investor provenienti dal mondo industriale, della consulenza e manageriale.
I nuovi capitali saranno destinati al potenziamento delle attività di ricerca e commerciali, oltre che all’incremento della capacità produttiva. BeNewtral, contestualmente alla raccolta fondi, ha infatti acquisito un impianto a Pavia, che costituirà il primo impianto pilota sulla base del quale costruire i successivi e che porterà la capacità produttiva ad oltre 25mila tonnellate annue, «permettendo alla società di diventare il primo produttore di leganti alternativi in Italia», recita una nota della start up.
Sul fronte R&D, BeNewtral investirà nella creazione di un laboratorio di nuova generazione per lo sviluppo dei leganti alternativi, con l’obiettivo di diventare un punto di riferimento scientifico e industriale per il settore, grazie a partnership strategiche con università italiane e centri di ricerca esteri, e a un team dedicato di circa 20 ricercatori, ingegneri e tecnologi. Sul fronte commerciale invece, l’azienda investirà nello sviluppo di una rete strutturata di partnership con importanti produttori di calcestruzzo, per integrare progressivamente ReBind nelle filiere produttive esistenti.











