Uve senza semi, angurie mini e midi, pomodori nutraceutici: nati per resistere a climate change e agenti patogeni, i “frutti” dell’innovazione varietale (anche senza le Tea) deliziano palati e scalano le classifiche di vendita. Un esempio su tutti: le angurie volgarmente dette “baby”, quelle che non richiedono bicipiti di acciaio per il trasporto: nel 2025 hanno sbaragliato le angurie tradizionali, confinandole in una nicchia di mercato (il 9%): le vendite nella Gdo ormai sono diventate il regno delle mini (60%) e delle midi (31%), come attestato dai dati del Cso-Italy durante l’edizione appena conclusa di Fruit Logistica, a Berlino.
Varietà tradizionali addio?
«Nel 2015 – commenta Elisa Macchi, direttore di Cso-Italy – la situazione era ben diversa: le tradizionali dominavano, con una quota di mercato del 48%, le altre si spartivano un 52%, con netta prevalenza delle mini». Questa spinta all’innovazione ha giovato anche all’agricoltura: le superfici vocate all’anguria sono cresciute da 16mila a 18mila ettari dal 2022 al 2025 e, sempre lo scorso anno, la produzione in Italia ha sfiorato la vetta di 1,2 milioni di tonnellate (era un milione nel 2022).
È accaduto anche alle uve, che oggi assortiscono i punti vendita in ogni colore e formato e sulle quali si consumano battaglie legali tra multinazionali e coltivatori per la gestione delle royalties. Stando al catasto dell’uva da tavola elaborato da Cso-Italy, il 2024 attesta una netta prevalenza di uve seedless (o apirene) al 58%, versus le tradizionali al 42%, a conferma del forte spostamento in atto (la precedente rilevazione aveva un rapporto 47%-53%). «Gli impianti messi a dimora negli ultimi anni – conferma Macchi – sono fortemente indirizzati su varietà seedless».
È così anche per le mele: gli ultimi dati Ismea sulla produzione 2025 confermano un assortimento varietale sempre più ricco, con Golden Delicious (la cultivar più rappresentata), Gala, Granny Smith, Fuji e Red Delicious, che superano complessivamente le 300mila tonnellate (su una produzione stimata quest’anno in 2.317.715 tonnellate).
Ciliege senza semi e more senza spine
La prossima frontiera dell’ortofrutta sono le ciliegie apirene. Negli Usa hanno fatto centro due leader mondiali dell’innovazione varietale: Sun World International e Pairwise. La prima, conosciuta a livello globale per aver introdotto alcune delle varietà seedless più diffuse al mondo, opera da decenni nel breeding e nella concessione di licenze varietali; la seconda, fondata dagli inventori della tecnologia Crispr (che è valso il Nobel a Jennifer Doudna e Emmanuelle Charpentier), ha sviluppato una piattaforma per accelerare i processi di miglioramento genetico. Ma il prodotto non è in commercio. Sempre con la tecnologia Crispr, Pairwise ha realizzato la prima mora senza spine.












