Un’offerta costruita intorno ai borghi e aree interne, tra turismo diffuso o lento, benessere e attività sportive, enogastronomia e trekking, cammini e percorsi nella natura, archeologici o spirituali. Queste le nuove tendenze della Bit, la Borsa internazionale del turismo che si svolge fino a giovedì nei padiglioni di Rho Fiera Milano. Il mare e la montagna mantengono il loro fascino ma il Belpaese è come un diamante dalle mille sfaccettature da scoprire. Basti pensare, per esempio, ai cammini da percorrere a piedi perché in Italia sono attivi oltre 120 cammini, tra i quali la Via Francigena, la Via Francesca a e la Via degli Dei sulla Costiera Amalfitana. Questa formula nel 2024, secondo gli ultimi dati dell’annuario «Italia, paese di cammini» sono state distribuite circa 191.500 credenziali, con un +29% su base annua superando la quota record di 1,4 milioni di presenze lungo i percorsi italiani. Proprio ieri è arrivata l’approvazione definitiva della legge sui cammini, raggiunta oggi grazie al consenso unanime tra maggioranza e opposizione. I cammini ottengono finalmente il riconoscimento che meritano, diventando un pilastro strategico per il turismo con uno stanziamento di 5 milioni per il periodo 2026-2028 e un milione annuo dal 2029, che si aggiungono agli oltre 30 già investiti dal ministero del Turismo per questo asset.
Le grandi bellezze…
La culla della civiltà romana, le oasi marine tra dune e gli stagni, l’incrocio tra storia e tradizioni secolari ma anche eventi sportivi come le regate preliminari della Louis Vuitton America’s Cup. È quanto offrono Lazio e Sardegna, due regioni diverse ma con molti punti di contatto. «Il Lazio è una regione straordinariamente ricca e diversificata, capace di offrire un patrimonio turistico e culturale che va ben oltre Roma – è la premessa di Mario Luciano Crea, presidente della Commissione Cultura, spettacolo, sport e turismo del Consiglio regionale del Lazio -. Borghi storici, paesaggi naturali, parchi, coste, terme, cammini religiosi e naturalistici, tradizioni culturali ed eccellenze enogastronomiche costituiscono un sistema di offerta ampio e articolato che merita di essere promosso. Bisogna valorizzare questa ricchezza, rafforzare il posizionamento del Lazio sui mercati nazionali e internazionali e promuovere un modello di turismo sostenibile, diffuso e di qualità, capace di generare benefici concreti e duraturi per le comunità locali, favorendo una crescita equilibrata del territorio».
La Sardegna è la sola regione inserita nella guida «Lonely Planet best in travel 2026» tra le 25 destinazioni globali assolutamente da non perdere. Oltre alle celebrate spiagge ecco l’entroterra con gli antichi siti archeologici, come Su Nuraxi di Barumini, nella Sardegna centrale, più antico del Colosseo perché la costruzione è stata datata al secondo millennio a.C., e le tradizioni, l’artigianato locale. Borghi e turismo lento, cammini spirituali e necropoli più antiche delle piramidi egiziane come le «Domus de janas» sono punti focali di un turismo che guarda all’interno dell’Isola e permette esperienze uniche come quella di dormire all’interno di un nuraghe. Tutto ciò si aggiunge alle attività sportive e non all’aperto e a punti d’interesse trasversali che durano un interno anno come l’enogastronomia, il benessere e la qualità della vita considerando in numero record di centenari.
…e la via Toscana
In prima linea nella lotta all’overtourism la regione punta su tante aree e proposte. «Abbiamo la carta dei valori del pet travel, progetto che coinvolge già 3.400 aziende che offrono servizi per questo tipo di clientela. C’è anche un rafforzamento del turismo per le famiglie – spiega Francesco Tapinassi, direttore di Toscana promozione turistica -. Lo sforzo che l’Agenzia sta facendo è spostare il racconto turistico verso aree meno coinvolte dai grandi flussi internazionali come, per esempio, il Mugello, la Garfagnana, Lunigiana, Val di Chiana, la Maremma. Tutte aree con un tasso di internazionalizzazione più limitato». La strategia prevede di fare scoprire ai media internazionali questi territori e sviluppare il turismo in queste aree. Tra le gemme della regione ci sono l’arcipelago toscano e il parco di San Rossore, entrambi riserva della biosfera Unesco, oltre a diversi territori patrimonio dell’umanità su cui si punta per meglio distribuire i flussi. C’è poi l’artigianato dove le attività di alta qualità diventano maestria come gli orafi di Ponte Vecchio e Arezzo, la poesia dell’argilla a Montelupo e la forza del marmo a Carrara. Il viaggio prosegue tra il ferro battuto del Casentino, la pelletteria d’eccellenza tra Firenze e Pisa e la tradizione cartaria di Lucca. Dalla pazienza del ricamo ad Anghiari e Pistoia alla lana sostenibile di Prato, fino al millenario alabastro di Volterra e alla pittura su foglia d’oro.












