Il seggio alla Camera di Umberto Bossi sarà occupato da Matteo Luigi Bianchi. Milanese, classe 1979, Bianchi è stato candidato nel collegio plurinominale Lombardia 2, primo dei non eletti. Già deputato nella XVIII legislatura, inizia presto la sua carriera politica. Iscritto alla Lega Nord di Umberto Bossi nel 1995, inizia l’attività a Morazzone, in provincia di Varese, come consigliere comunale a 19 anni. E lì si fa promotore di un progetto denominato “bonus bebè”, per affrontare il problema del calo delle nascite. Appassionato di hockey su ghiaccio, è stato giocatore e arbitro. Per tre anni allenatore dell’“Armata Brancaleone”, formazione di hockey su slittino e disciplina paralimpica.
Sindaco di Morazzone, la querelle con Sgarbi
Dopo essere stato assessore alla cultura dal 2004, l’8 giugno 2009 viene eletto sindaco di Morazzone. E ottiene una discreta visibilità nazionale per una disputa col critico d’arte Vittorio Sgarbi, che lo accusa attraverso il programma televisivo “Striscia la notizia” di non aver impedito l’abbattimento di una villa Liberty nel comune. Nella Lega diventa poi segretario provinciale di Varese nell’ottobre 2012, quando il partito era guidato da Roberto Maroni e resta lì anche quando al vertice della Lega subentra Matteo Salvini (fino al 15 marzo del 2021).
Bossi era il nostro condottiero
«Senza Umberto Bossi e la sua Lega – ha scritto su Facebook Bianchi in un lungo ricordo del leader leghista – la mia storia sarebbe stata diversa. Diversa come sarebbe diversa la vita senza quella famiglia con cui cresci, con cui litighi, con cui ti appassioni e con cui costruisci qualcosa che resta». Bossi, per Bianchi, «era il nostro condottiero».
Il peso di essere il primo dei non eletti
Su Facebook Bianchi racconta che nella sua cameretta «c’è sempre stata una sua foto, con il sigaro in bocca». L’unica motivazione a spingerlo, dice, «è fare il bene della mia terra. Era questo l’insegnamento più grande di Bossi: radicamento, responsabilità, appartenenza. Poi arrivò la malattia. La paura, vera, di perdere troppo presto il nostro leader. E poi quella voce che tornò, a Radio Padania. Eravamo lì, ad ascoltarlo, in silenzio. E ci commuovevamo sentendo la voce di un leone ferito, ma ancora vivo, ancora pronto a combattere. Sono arrivati anche i momenti difficili. Le cadute, i cambiamenti, le evoluzioni. E dentro tutto questo, per me, anche il peso oggi di essere ’il primo dei non eletti’». «Perché – dice – la verità è semplice: nessuno di noi potrà mai essere all’altezza di subentrare a Bossi. Nessuno può davvero essere degno per raccoglierne l’eredità; forse, dovremmo avere il coraggio di lasciare quel vuoto, custodito esclusivamente dalla sua memoria. Perché Bossi non è stato solo un leader politico. È stato il capo. Colui che ha dato tutto sé stesso per un’idea. Per un popolo. Il popolo del Nord. Grazie Umberto!».
Deputato nella XVIII legislatura
Nel 2018, Bianchi è candidato nel collegio uninominale di Gallarate per la Camera per la coalizione di centro-destra in quota Lega, viene eletto deputato della XVIII legislatura con il 49,29% dei voti contro il candidato del Movimento 5 Stelle Alessandra Viola (23,13%) e del centro-sinistra Rosalba Folino (21,73 per cento). A Montecitorio aderisce al gruppo parlamentare della Lega – Salvini Premier ed è nominato prima segretario e poi vicepresidente della commissione Politiche dell’Unione europea e membro della Delegazione parlamentare presso la Nato, dove ricopre la carica di vicepresidente della sottocommissione transizione e sviluppo, carica che mantiene fino al 15 ottobre 2020 quando gli succede Giancarlo Giorgetti. Viene ricandidato alle elezioni del 25 settembre 2022.









