«Con extradazi a Hormuz conseguenze economiche imponderabili»
Un passaggio del’intervento è stato infatti sulla crisi in Medio Oriente, a cominciare dalle ripercussioni sui costi dell’energia. Serve il «pieno ripristino della libertà di circolazione nello stretto di Hormuz che non deve essere soggetta a nessuna forma di restrizione come invece sembra accaduto nelle ultime ore: rimane uno dei punti più critici in fase di attuazione dell’accordo perché se l’Iran dovesse ottenere la facoltà di applicare extradazi ai transiti nello stretto questo potrebbe ancora portare a conseguenze economiche imponderabili», ha affermato la presidente del Consiglio.
«Pronti a misure sui profitti delle società in caso di speculazione»
«L’Italia – ha affermato la premier – è pronta ad attivare ogni possibile misura per prevenire possibili comportamenti speculativi compresi,se necessari, ulteriori interventi sui profitti delle società energetiche. Continuerà a 360 l’impegno sul versante internazionale e con serietà come fatto finora sul versante nazionale».
«Rimoduleremo le misure sui carburanti in base ai negoziati di pace»
Sempre sul tema dei rincari dei carburanti, Meloni ha detto: «Era nostra responsabilità intervenire sul costo del carburante: lo abbiamo fatto con un primo provvedimento che ha tagliato di 25 centesimi al litro il prezzo di diesel e benzina e ha introdotto un meccanismo anti-speculazione che sta funzionando. Lo abbiamo fatto, inizialmente, per 20 giorni, in attesa degli sviluppi della crisi, e con il Consiglio dei ministri di venerdì scorso lo abbiamo rifinanziato e prorogato fino al 1° maggio. Una scelta che rivendico, anche alla luce delle novità di queste ore, e che moduleremo man mano che i negoziati di pace andranno avanti e ci daranno una prospettiva temporale chiara degli interventi richiesti».
«Continueremo a ridurre il carico fiscale, anche con la manovra»
«Abbiamo combattuto come nessun altro l’evasione fiscale – ha rivendicato Meloni -. In tre anni abbiamo raccolto oltre 300 miliardi di euro, risorse preziosissime che ci aiutano a tenere i conti in ordine e finanziare interventi a favore di famiglie e imprese. E non abbiamo intenzione di fermarci: compatibilmente con il quadro della finanza pubblica, continueremo a lavorare per ridurre il carico fiscale a cittadini, famiglie e imprese. Perché questo avevamo promesso, questo abbiamo fatto e questo continueremo a fare, anche con la prossima legge di bilancio».
«Subalterna a Trump? Posizione italiana la stessa da 80 anni»
Quanto poi alla critica, avanzata dalle opposizioni, sul fatto che la politica estera italiana è troppo poco autonoma dalle scelte Usa, Meloni ha chiarito: «La collocazione internazionale dell’Italia non l’ha inventata questo governo, ma è la stessa da circa 80 anni a questa parte. Lo dico per rispondere già prima che vada in scena l’ormai scontato ritornello sulla subalternità della sottoscritta al presidente americano Trump o quello ancora più scontato dal titolo ’la Meloni scelga tra Trump e l’Europa”».



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