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Home » Stellantis, la produzione in Italia inverte la rotta e cresce del 9,5% ma restano molti nodi
Economia

Stellantis, la produzione in Italia inverte la rotta e cresce del 9,5% ma restano molti nodi

Sala StampaDi Sala StampaAprile 9, 20262 min di lettura
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Stellantis, la produzione in Italia inverte la rotta e cresce del 9,5% ma restano molti nodi

Inverte la rotta la dinamica dei volumi produttivi di Stellantis in Italia e nel primo trimestre dell’anno si registra un aumento del 9,5% del numero di veicoli realizzati nelle fabbriche italiane del Gruppo. Lo rivela il report periodico realizzato dalla Fim-Cisl che parla di 120.366 veicoli in linea da gennaio a marzo 2026. Cresce in particolare il numero di auto prodotte, del 22%, trainate dai nuovi modelli anche se resta difficile la situazione ad esempio del polo di Cassino.

Secondo i metalmeccanici della Cisl, nell’anno si tornerà a quota 500mila tra auto e mezzi commerciali, i cui volumi però calano nel primo trimestre dell’anno, del -5,8% rispetto allo stesso periodo del 2025, attestandosi a quota 46.525 unità. «Serve avviare un confronto per adeguare il piano industriale sugli stabilimenti italiani e garantire missioni produttive e lavoro negli stabilimenti» sottolinea il segretario nazionale della Fim Ferdinando Uliano.

Perché agli italiani piacciono le auto cinesi?

«Il risultato positivo delle autovetture è determinato in larga parte dal lancio produttivo, avvenuto nell’ultimo trimestre, della 500 ibrida a Mirafiori e della nuova Jeep Compass a Melfi. Questi modelli hanno consentito di recuperare parte delle perdite registrate nel 2025, senza tuttavia permettere il ritorno ai volumi degli anni precedenti, né a quelli del 2024» schiarisce la Fim in una nota.

Se si guarda ai volumi produttivi dei singoli stabilimenti, Cassino continua a perdere volumi (-37,4%) anche rispetto al 2025 mentre sono in fase di recupero Melfi (+92,5%), che quasi raddoppia rispetto al 2025, Torino Mirafiori (+42,4%), Pomigliano (+6,7%) e Modena (+583%). Lo stabilimento Sevel, pur rimanendo quello con i maggiori volumi produttivi (circa 46.525 unità, pari al 39% della produzione italiana), registra una flessione del -5,8% rispetto al primo trimestre 2025, «dovuta principalmente all’adeguamento della capacità produttiva legato alla nuova verniciatura» spiegano i metalmeccanici della Cisl.

La ripresa dei volumi rappresenta un’inversione di tendenza rispetto agli ultimi due anni negativi, durante i quali le produzioni si sono quasi dimezzate rispetto alle 751.384 unità del 2023, con quasi la metà della forza lavoro del Gruppo coinvolta in ammortizzatori sociali. Il 2026 dovrebbe beneficiare, oltre che della produzione per l’intero anno della 500 ibrida e della nuova Jeep Compass, della DS8 realizzata a Melfi e delle nuove produzioni di DS7 e Lancia Gamma, sempre nel polo lucano.

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