Il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, teme una situazione di recessione. In un appuntamento a Castellanza (Como) Giorgetti, ai microfoni del Tg3 Lombardia, ha spiegato, a proposito del patto di stabilità, che «la risposta della Commissione europea la conosciamo, la sappiamo benissimo: solo in presenza di grave recessione». «Temo che, se la situazione continuerà così sul fronte dell’energia e degli olii combustibili, la recessione arriverà. Temo».
Governo insiste sulla sospensione del Patto
La premier Giorgia Meloni e il ministro dell’Economia, non a caso, già da giorni hanno lanciato l’allarme a Bruxelles, chiedendo una “sospensione del Patto di Stabilità”. Che darebbe margini, soprattutto ai Paesi con pochi spazi fiscali come l’Italia, di mettere in campo misure di emergenza per proteggere le imprese e soprattutto le famiglie dalle ondate di rincari. La materia è di quelle roventi, anche perché Roma deve anche trovare la strategia per mantenere gli impegni presi con la Nato, aumentando le spese per la difesa. Un tema complicato da fare digerire all’opinione pubblica, quello delle armi, e su cui già la Lega ha iniziato a esprimere i suoi dubbi.
L’incognita dell’uscita dell’Italia dalla procedura di infrazione per deficit eccessivo
Il governo aveva già nelle scorse settimane iniziato ad affrontare il tema. Giorgetti stesso aveva fatto una “relazione” ai colleghi e alla premier in una riunione ad hoc per iniziare a disegnare il nuovo Documento di finanza pubblica, che si sta preparando con l’altra incognita dell’uscita, o meno, dell’Italia dalla procedura di infrazione per deficit eccessivo. L’ultima parola la dirà Eurostat il 22 aprile e solo dopo, con ogni probabilità, il governo varerà il documento che dovrà passare dall’esame delle Camere come con il vecchio Def. Col Pil in frenata, il Pnrr che sta per finire, e i rincari che nonostante gli sforzi non si riesce a fermare, sono molti i dossier spinosi che Meloni si trova sul tavolo.
Sulla crisi è intervenuto nelle ultime ore anche il presidente dell’Abi Antonio Patuelli che h suggerito «un nuovo Pnrr per reagire» e una semplificazione urgente «anche delle procedure per produrre energia pulita».












