Il turismo italiano è ormai ai nastri di partenza della stagione estiva. Sono 7,2 milioni i viaggiatori che, in occasione del ponte del 1 maggio, si concederanno una vacanza. Il 43% prevede due pernottamenti, il 31% resterà fuori per 3-4 notti, mentre il 18% limiterà il soggiorno a una sola e l’8% programmerà vacanze di cinque o più pernottamenti. Emerge dal focus dell’Osservatorio Confturismo Confcommercio, in collaborazione con Swg, sulle intenzioni di viaggio degli italiani per il ponte.
La spesa stimata
La spesa media stimata per persona si attesta intorno ai 320euro, segnale di una domanda dinamica e che si orienta verso soggiorni di due o più pernottamenti. Sul fronte delle destinazioni, l’80% dei vacanzieri rimarrà in Italia e il restante 20% trascorrerà il ponte all’estero. Tra le scelte dichi si sposterà fuori dalla propria regione, primo posto per l’Emilia Romagna (11%), seguita dalla Toscana (9%).
Le destinazioni preferite e la formula di viaggio
Tra le destinazioni preferite emergono le località di mare e le città d’arte, entrambe indicate dal 19% dei viaggiatori, seguite dalle grandi città (13%). Per quanto riguarda la compagnia di viaggio, la formula preferita è quella in coppia (59%), mentre uno su 4 viaggerà con gli amici (26%).
Le terme italiane una delle mete più desiderate
Il 57,1% delle strutture segnala un aumento della clientela italiana rispetto allo stesso periodo del 2025 mentre le restanti evidenziano una situazione di stabilità. In alcuni casi, la crescita supera il +16%, segnale concreto di un rinnovato interesse verso un’offerta che integra benessere, cura e qualità dell’accoglienza.
Le indicazioni delineano quindi un comparto solido, capace di unire due dimensioni sempre più centrali per i viaggiatori: quella turistica e quella della salute. Le terme diventano così luoghi in cui non solo soggiornare ma rigenerarsi, prevenire e ritrovare equilibrio in un’esperienza completa che coinvolge corpo e mente. A trainare questa dinamica è soprattutto la domanda interna.
“Le terme rappresentano, oggi, un punto di incontro tra turismo e salute – dichiara il Presidente di Federterme, Renzo Iorio –. Non si tratta più solo di viaggiare ma di scegliere esperienze che migliorano la qualità della vita. Il ponte del 1° maggio conferma una tendenza chiara: cresce la domanda di benessere consapevole e le terme sono una risposta concreta, accessibile e profondamente radicata nei territori”.
In questo scenario, il sistema termale italiano rafforza il proprio ruolo strategico, offrendo un modello di turismo sostenibile, orientato alla persona e capace di generare valore non solo economico ma anche sociale e sanitario.
La soluzione più scelta è la struttura ricettiva (albergo e bed & breakfast) per il 59%. Seguono il soggiorno da amici o seconda casa (18%) e l’affitto a breve termine (7%).
Ancora una volta, a spingere il mercato saranno le città d’arte con un tasso medio di occupazione delle camere pari al 90%, sostenuto in larga parte dalla domanda internazionale. Buone anche le performance rilevate per le località rurali e collinari (81%) e per quelle lacuali (80%). Seguono le destinazioni marine (76%), le località termali (75%) ed infine le aree montane (68%).
“Il ponte del 1 maggio – dice Manfred Pinzger, presidente Confturismo-Confcommercio – è una tappa tradizionale per il turismo italiano che privilegia il nostro Paese soprattutto in questo tempo di incertezza. Le imprese sono pronte ad accoglierei viaggiatori italiani con servizi di qualità e che valorizzano il Sense of Italy. In attesa della pausa estiva, come Confturismo Confcommercio teniamo alta l’attenzione sulle necessità del settore sia incoming che outgoing”.
“I dati evidenziano una domanda turistica vivace anche in presenza di un calendario meno favorevole rispetto al 2025-commenta Vittorio Messina, presidente di Assoturismo Confesercenti -. Questo ponte rappresenta un banco di prova importante per il settore, che si è confermato resiliente nonostante un contesto difficile, dovuto alle tensioni geopolitiche e alle spinte inflazionistiche dovute alla crisi energetica. Le prospettive restano dunque influenzate dal quadro internazionale, ma si sta delineando il trend del turismo di prossimità, sostenuto dalla flessibilità negli spostamenti e da una gestione più diretta del budget da parte dei viaggiatori”.












