Il Ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha aperto ufficialmente il dibattito all’Eurogruppo sulla necessità di una risposta fiscale comune agli shock derivanti dalla crisi in Medio Oriente. La richiesta italiana è chiara: estendere le deroghe al Patto di Stabilità, già previste per le spese militari nell’ambito del piano “Prontezza 2030”, anche ai costi straordinari legati all’energia.
L’obiettivo di Giorgetti è utilizzare la cornice normativa esistente – che consente scostamenti fino all’1,5% del PIL – senza variare i tetti di spesa, ma includendo le contromisure contro il caro-bollette e la scarsità di materie critiche che sta colpendo duramente l’industria. “La politica dell’attendere è finita, ora è tempo di agire”, ha avvertito il Ministro, sottolineando i rischi al ribasso per crescita e inflazione.
distributore di carburanti con i prezzi di diesel e benzina (Ansa)
Asse sugli extraprofitti e freddezza di Bruxelles
L’Italia non è sola in questa battaglia. Si è consolidato un asse con la Germania (supportato anche da Spagna, Austria e Portogallo) per l’introduzione di una tassa europea sugli extraprofitti delle società energetiche. Una questione di “equità”, come ribadito dal vice cancelliere tedesco Lars Klingbeil, per far contribuire chi ha tratto profitto dalla crisi.
Tuttavia, la Commissione Europea mantiene una linea prudente. Il Commissario Valdis Dombrovskis, pur confermando il dialogo costante con Roma, ha gelato le aspettative su una sospensione generale del Patto o su nuove clausole ampie. Per Bruxelles, le misure devono restare “temporanee, mirate e contenute”, confidando che l’attuale flessibilità dei piani di spesa sia già sufficiente a gestire l’emergenza.











