Il Mondiale 2026 ha già mandato un segnale chiaro: il calcio globale, nella sua veste di evento, continua a portare pubblico davanti alla televisione. E non solo davanti al televisore di casa. Secondo le elaborazioni dello Studio Frasi su dati Auditel, le prime sei partite trasmesse dalle reti generaliste hanno raccolto una media di 4,3 milioni di spettatori, più dei 3 milioni del 2018 su Rai1 e Rai2 e dei 4 milioni del 2022 su Canale 5 e Italia 1.
La forza dell’evento sportivo
«Italia sì o Italia no, si tratta comunque di ascolti rilevanti», osserva Francesco Siliato, media analyst dello Studio Frasi. Il dato, spiega, conferma che «i pubblici televisivi del calcio giocato a livello mondiale non mancano di partecipare all’evento». La Rai, che per questo Mondiale Canada-Messico-Usa ha scelto di concentrare le partite su Rai 1 e in prima serata, ha trasformato il torneo in un appuntamento di palinsesto. L’unica eccezione, Brasile-Marocco a mezzanotte, ha avuto 2,5 milioni di spettatori ma uno share record del 41,1%.
Il picco è Francia-Senegal
Il picco, per ora, è Francia-Senegal: 5,7 milioni in total audience, tra tv e small screen, con il 32% di share. Anche RaiPlay comincia a pesare: Brasile-Marocco ha raccolto 144mila spettatori su pc, smartphone e tablet, pari al 6,1% dell’audience complessiva; Francia-Senegal ne ha aggiunti 155mila.
La sorpresa «giovani»
La vera sorpresa, però, sono i giovani. «Quando i giovani percepiscono che in televisione c’è un evento si presentano davanti allo schermo, grande o small che sia», sottolinea Siliato. Tra i 15 e i 24 anni lo share medio delle prime sei partite arriva al 46,1%, contro una media complessiva del 29,2%. Tra i 25 e i 34 anni si sale al 38%, mentre gli over 65 si fermano al 27,1%.
Il dato più vistoso riguarda i maschi 15-24 anni: 52,8% di share medio, con un picco del 67,6% per Brasile-Marocco. «I giovani maschi sono il target più difficile da raggiungere per la televisione in generale e per la prima rete Rai in particolare», osserva Siliato. E il Mondiale, aggiunge, «sta compiendo il miracolo, senza rapper e neomelodico».








