Coldiretti: taglio produttivo pure per ortaggi e latte
A fare una mappatura della “sete” nei campi è stata anche la Coldiretti. «L’ondata di caldo eccezionale e la mancanza di precipitazioni stanno presentando un conto sempre più pesante all’agricoltura italiana- hanno detto alla Coldiretti – con il rischio di compromettere i raccolti estivi ed autunnali, con effetti anche sulla produzione di latte. L’emergenza è soprattutto nelle regioni del Centro Nord dove mais, soia, ortaggi, frutta, oliveti, vigneti e foraggi sono sottoposti a un forte stress idrico, mentre nelle stalle il caldo provoca un calo della produzione di latte fino al 20%. In alcune aree il mais rischia addirittura l’azzeramento del raccolto, mentre per la soia si stimano perdite fino al 40%, per il foraggio tra il 20 e il 30% e per diverse produzioni orticole riduzioni delle rese fino al 20%. A tutto questo si aggiungono l’aumento dei costi per irrigazione ed energia e una crescente pressione sulle risorse idriche».
Le produzioni eccedentarie possono ritrovare equilibrio
Un calo della produzione è sempre visto come una iattura dagli agricoltori che con meno prodotto vedono anche ridursi le proprie aspettative di reddito. Tuttavia, a ben vedere, questo ridimensionamento dell’offerta agricola potrebbe contribuire a riportare in equilibrio alcuni settori che negli ultimi mesi sono stati in sofferenza.
Per il vino 6,5 miliardi di bottiglie in giacenza
Il riferimento è innanzitutto al vino, settore che sta attraversando una fase di difficoltà con un trend dei consumi, tanto interni quanto internazionali, in calo e le difficoltà sui mercati legate ai dazi di Trump negli Usa e alle incertezze del quadro geopolitico. Di fatto il vino ha accumulato un elevatissimo livello di giacenze che fanno guardare alla prossima vendemmia con anche con qualche timore.
A metà anno – hanno detto dall’Unione italiana vini – le giacenze di vino e mosto sono arrivate a quota 50,3 milioni di ettolitri in crescita dell’8,4% rispetto a giugno 2025. Al netto dei mosti, il vino che giace in cantina ammonta a 46,6 milioni di ettolitri (+6,7%), l’equivalente di 6,2 miliardi di bottiglie”. Uno scenario che ha come diretta conseguenza la discesa dei prezzi che a giugno vanno dal -7% dei vini a denominazione d’origine al -19% dei vini sfusi passando per il -11% dei vini Igp. In questo quadro un possibile calo delle rese dell’uva in vino con il conseguente ridimensionamento della produzione non è certo un toccasana da salutare con entusiasmo ma almeno può contribuire a riportare il settore verso un equilibrio.
Latte: produzione in calo ma prezzi blindati dagli accordi
Situazione molto simile a quella del latte per il quale si prevede, a causa del calo, una riduzione della produzione delle stalle di circa il 20%. Un settore che, sia in Italia che in Europa, ha registrato negli ultimi anni una forte crescita della produzione e dell’offerta di latte che non ha penalizzato però i prezzi blindati all’interno di contratti di filiera. Questo mismatch tra produzione in crescita e prezzi bloccati su livelli elevati (in Italia tra i 50 e i 60 centesimi al litro contro una media Ue di 35-40) sta minando in maniera significativa la competitività del settore lattiero caseario italiano. In questa ottica una mitigazione produttiva potrebbe riavvicinare il settore a un equilibrio.








