Fino al 25 luglio prossimo il Comune di Arco, in Trentino, diventerà la capitale mondiale dell’arrampicata giovanile. L’Arco Climbing Stadium ospiterà 759 giovani promesse provenienti da 68 nazioni. Otto giornate di gare tra lead, speed e boulder, con ingresso e diretta streaming gratuiti. Il Campionato mondiale giovanile, già ospitato sul territorio nel 2015 e nel 2019, conferma il ruolo di Arco come punto di riferimento internazionale per il climbing, grazie a un legame costruito nel tempo attraverso grandi manifestazioni, tra cui il Rock Master, strutture di alto livello, falesie conosciute in tutto il mondo e una comunità profondamente vicina a questa disciplina. Le delegazioni ufficiali porteranno sul territorio oltre mille persone, considerando anche i 239 componenti degli staff tecnici, medici e dirigenziali delle squadre nazionali. Grande attesa anche per la squadra italiana, che affronterà il Mondiale di casa con una selezione composta da 33 atleti impegnati nelle categorie under 17 e under 19.
The World Games, Arrampicata (International Games Association)
Il Comune ha però deciso di non partecipare alle premiazioni “in considerazione della presenza israeliana. Riteniamo che le istituzioni abbiano il dovere di testimoniare con coerenza i valori che affermano di rappresentare. Proprio perché crediamo che lo sport debba essere portatore di pace, dialogo e rispetto dei diritti umani, desideriamo riaffermare la nostra solidarietà nei confronti del popolo palestinese e di tutte le vittime del conflitto, anche in considerazione della presenza della delegazione israeliana. Per questa ragione abbiamo deciso di non prendere parte alle cerimonie di premiazione. Lo facciamo nella consapevolezza che decine di migliaia di bambini e di giovani hanno perso la vita e che un’intera generazione sta pagando un prezzo umano inaccettabile”.
L’amministrazione comunale sottolinea che “lo sport deve essere uno spazio di pace, di dialogo e di rispetto reciproco. Proprio per questo non possiamo rimanere indifferenti davanti a quanto sta accadendo nei territori occupati della Cisgiordania e nella Striscia di Gaza. La morte di oltre ventimila bambini e giovani a opera dell’esercito israeliano non è accettabile. L’amministrazione ritiene che le gravi e sistematiche violazioni del diritto internazionale umanitario e dei diritti umani documentate da organismi internazionali configurino un crimine contro l’umanità e sente il dovere morale e civile di affermarlo con chiarezza”.











