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Home » Bologna, muore ammanettato dalla polizia, i pm: “Fatti estesi rispetto al video, al vaglio 2 agenti”
Politica

Bologna, muore ammanettato dalla polizia, i pm: “Fatti estesi rispetto al video, al vaglio 2 agenti”

Sala StampaDi Sala StampaLuglio 20, 20268 min di lettura
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Bologna, muore ammanettato dalla polizia, i pm: “Fatti estesi rispetto al video, al vaglio 2 agenti”

Sono sei le persone iscritte nel registro delle annotazioni preliminari della Procura di Bologna sul caso di Fakir Abderrahim, morto ieri al Pilastro, in via Svevo. Si tratta di quattro operatori dell’ambulanza e dei due poliziotti intervenuti, del commissariato Bolognina Pontevecchio. Si procede per il reato di omicidio colposo, anche in vista degli accertamenti che saranno disposti. Non sono invece iscritti altri cittadini che si vedono nella scena, nel filmato girato da un residente.

Gli accertamenti che la Procura di Bologna ha avviato “terranno conto dell’intero sviluppo dei fatti (di più ampia estensione temporale rispetto al video sino ad ora diffuso in rete, pure acquisito da quest’ufficio) e dell’intervento degli operatori sia delle forze dell’ordine sia del personale sanitario”. Nel contesto dell’iscrizione nel registro per le annotazioni preliminari, previsto dalle nuove norme del decreto sicurezza, “saranno svolte tutte le necessarie indagini con le dovute garanzie di legge, a partire dagli accertamenti di natura medico-legale, allo scopo di pervenire in tempi rapidi (e previsti dalla normativa di recente entrata in vigore) alla completa ed esaustiva ricostruzione dei fatti”, scrivono ancora gli inquirenti.

L’autopsia eseguita da un pool di specialisti. La polizia ha segnalato al 118 “un uomo alle prese con una crisi psichiatrica”

Sarà una consulenza tecnica collegiale, affidata ad un pool di specialisti, a eseguire l’autopsia sul corpo di Fakir per chiarire cause e tempi della sua morte. L’incarico sarà affidato dal procuratore Paolo Guido e dal pm Domenico Ambrosino nelle prossime ore. Da un primo esame, il marocchino aveva delle ferite sul capo e al volto e ne andranno accertate le cause. Per ricostruire la scena, i magistrati hanno già acquisito il video girato da un residente e circolato sul web e i filmati delle bodycam in dotazione ai due agenti di polizia. I due poliziotti hanno usato lo spray al peperoncino e poi hanno contenuto l’uomo, bloccandolo.

Quando hanno chiesto aiuto al 118, i poliziotti intervenuti ieri a Bologna in via Svevo avrebbero segnalato un uomo alle prese con una crisi psichiatrica: è quanto risulta dai primi accertamenti svolti dalla Procura. Poco prima i poliziotti erano stati chiamati da residenti, per la segnalazione di un uomo in escandescenza, che se la sarebbe presa con il conducente di un’auto che stava entrando in un garage vicino al luogo dove poi il 42enne marocchino è morto.

La ricostruzione: le urla in garage, l’intervento degli agenti, la richiesta di aiuto e poi lo svenimento

È la tarda mattinata di un’afosa domenica d’estate quando, nel cuore del Pilastro, quartiere popolare e multietnico di Bologna, si consuma il dramma. Abderrahim Fakir, 42enne di origine marocchina, regolare in Italia e titolare di un’impresa di facchinaggio, muore in via Svevo immobilizzato dagli agenti di polizia. Le strade del quartiere – le stesse che nel 2020 finirono al centro delle cronache per il blitz elettorale di Matteo Salvini che si mise a suonare ai citofoni dei palazzi in cerca di spacciatori – sono immediatamente teatro di tensioni e proteste da parte di residenti e familiari della vittima.

La ricostruzione dell’episodio poggia anche su un drammatico video registrato da un residente dalla finestra di casa.

Fakir, arrivato al Pilastro per fare visita ad alcuni parenti, avrebbe dato in escandescenze in un garage. Allertate dai cittadini, sul posto sono confluite una volante e un’ambulanza del 118. Davanti alla reazione dell’uomo, che ha preso a calci l’auto di servizio, i poliziotti hanno utilizzato prima lo spray al peperoncino e poi lo hanno bloccato a terra a pancia in giù, premendo le ginocchia per tenergli i polsi dietro la schiena.

Nel filmato si sente distintamente il 42enne urlare “Basta, aiuto!”, mentre una terza persona interviene per fermargli le caviglie prima che l’uomo perda i sensi. Minuti concitati a cui hanno assistito almeno due soccorritori del 118, che nel video si vedono intervenire solo in un secondo momento, quando l’uomo, ormai privo di conoscenza, viene legato a polsi e caviglie. L’Ausl di Bologna ha già disposto un’indagine interna sull’operato del personale sanitario.

Bologna , via Italo Svevo (GoogleMaps)

La sorella della vittima: “Non mi darò pace finché mio fratello non sarà vendicato, lo hanno ammanettato ed è morto”

In via Svevo scoppia il caos, con la folla che intona cori contro la polizia.

“Non mi darò pace finché mio fratello non sarà vendicato. Lo hanno ammanettato ed è morto, lo hanno aggredito e picchiato, ci sono testimoni” dice disperata la sorella della vittima, mentre la folla inferocita è in parte calmata solo dall’intervento dell’altro fratello dell’uomo. I residenti protestano contro quello che i parenti definiscono “un assassinio di Stato”. “Non sappiamo cosa è successo – prosegue la donna parlando con i cronisti, molto scossa – non sappiamo cosa è successo. Lo sanno loro, la polizia, cosa è successo a noi è arrivata la chiamata che è morto. Lo hanno ammanettato ed è morto. Lo hanno aggredito loro”.

 

La Croce Rossa: “Feriti dagli attacchi, noi soccorriamo tutti”

“Scatenato dai social, c’è un attacco verso un’istituzione che per suo principio soccorre indiscriminatamente tutti i cittadini. Questo ci ferisce e ferisce i soccorritori, che oggi vengono additati a persone che non hanno fatto il loro dovere” dice la Croce Rossa di Bologna. I quattro soccorritori, nel caso di Fakir Abderrahim, “erano lì, in attesa di poter intervenire. Non è pensabile che potessero farlo su un soggetto che in quel momento era sotto le mani delle forze dell’ordine. Quando ci è stato concesso farlo, siamo intervenuti” aggiunge la Croce Rossa.

La politica si divide

La Questura di Bologna ha fornito la propria versione dei fatti, rimarcando che l’intervento è scattato su richiesta dei cittadini per una persona in forte stato di alterazione e che il contenimento è avvenuto anche alla presenza dei sanitari. Le bodycam dei poliziotti sono state messe a disposizione del pubblico ministero Domenico Ambrosino. Nel frattempo, la politica si spacca: se il sindaco Matteo Lepore e il presidente della Regione Emilia-Romagna Michele De Pascale hanno chiesto che venga fatta piena luce sulla dinamica, Lega e FdI prendono posizione a difesa della polizia.

“Sto sempre e comunque dalla parte dei poliziotti. Aspettiamo di capire cosa è successo. Gli agenti avevano le bodycam e ci sono i filmati e capiremo” ha detto il vicepremier Matteo Salvini, parlando della morte a Bologna di Fakir. “Gli agenti erano stati chiamati dai cittadini per intervenire e quello che è successo lo capiremo”.

“Azione si stringe al dolore dei familiari di Abderrahim Fakir per la tragica morte avvenuta ieri a Bologna, in zona Pilastro. Le drammatiche scene in cui la vittima chiedeva aiuto prima di morire lasciano tutti noi sgomenti. Abbiamo espresso la nostra solidarietà e continueremo ad esprimerla. Sarà tuttavia compito della magistratura indagare a fondo e tempestivamente sulle responsabilità di ognuno dei presenti. E sarà l’autopsia a chiarire la causa scatenante del decesso. Siamo sicuri che sia prioritariamente interesse delle forze di polizia garantire tutte le informazioni utili sull’evento di morte”, scrivono in una nota congiunta il senatore di Azione, Marco Lombardo, e l’europarlamentare di Azione, Elisabetta Gualmini.

“Chiediamo un’informativa urgente del ministro dell’Interno Piantedosi perchè le immagini di Bologna sono sconvolgenti: non avremmo mai voluto vedere un uomo morire sotto il peso di altre persone mentre gridava ‘aiuto’. Ci indigna che i colleghi della maggioranza non sentano ribollire dentro un sentimento di umanità e si schierino immediatamente dalla parte di una verità assoluta definita, non si sa come, da loro stessi. Noi chiediamo un’informativa del governo, quello che abbiamo visto non doveva accadere e chiediamo tutta la verità, quello che è successo è una ferita per tutto il Paese”. Così in aula alla Camera la deputata M5S Gilda Sportiello.

Applicata la nuova norma sullo ‘scudo’ per gli agenti. Funzionari di polizia: “Evitare processi sommari”

Per chiarire le circostanze e le cause della morte di Abderahhim Fakir, la Procura guidata da Paolo Guido ha iscritto un procedimento nell’apposito registro ‘modello’ 45 bis, “nei confronti di quanti hanno preso parte alle diverse fasi del prolungato intervento”. Non ci sono indagati, dunque, ma si tratta dell’applicazione della nuova norma sul registro, separato, destinato alle annotazioni preliminari, dove vengono iscritti i nomi di soggetti cui viene attribuito un fatto di reato commesso in presenza di una causa di giustificazione. Sarebbe la prima volta.

L’Associazione nazionale funzionari di polizia “esprime profondo cordoglio” per la morte di Fakir Abderrahim a Bologna e “manifesta sincera vicinanza ai suoi familiari. Proprio la gravità di quanto accaduto impone senso di responsabilità e rispetto per la verità dei fatti. Per questo riteniamo indispensabile evitare processi sommari e giudizi anticipati che rischiano di alimentare una rappresentazione parziale della vicenda, prima ancora che siano conclusi gli accertamenti dell’autorità giudiziaria”. Così in una nota il segretario dell’Associazione nazionale funzionari di polizia, Enzo Letizia.

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