I prezzi dei carburanti alle stazioni di servizio tornano a correre, andando non troppo lontano dai massimi registrati negli scorsi mesi. Il motivo ovviamente è legato al traffico di petrolio nello Stretto di Hormuz, che dopo un accenno di riapertura (il passaggio di navi non è mai stato davvero ripristinato) con la tregua tra Usa e Iran, è tornato zona di attacchi e quindi impossibile da navigare. Le conseguenze si vedono nelle quotazioni – il Brent è tornato sopra i 90 dollari al barile, come a inizio giugno – e sui tabelloni dei distributori.
Il rincaro e l’app lanciata dal Mimit
Il rincaro dei listini si è registrato soltanto nelle ultime due settimane. Il periodo precedente era stato caratterizzato da un progressivo calo, anche se lento, durato quasi venti giorni. Un ribasso che aveva portato il Governo a interrompere la lunga serie di tagli alle accise (costati circa due miliardi di euro) ma anche a chiedere alle compagnie petrolifere di accelerare la discesa dei prezzi, con la convocazione di fine giugno al ministero delle Imprese.
Ora che i prezzi sono tornati ad aumentare, con la benzina a 1,935 euro al litro in media nel Paese e il gasolio a 2,091 euro, il Mimit ha deciso di lanciare – dal pomeriggio di lunedì – l’app “Osservaprezzi Carburanti”. Attraverso questo strumento, spiega direttamente il ministero, «i consumatori potranno individuare il distributore più vicino oppure confrontare i prezzi per scegliere quello più conveniente».
In Sicilia e a Bolzano quasi 2 euro al litro per la benzina
Intanto, comunque, le differenze territoriali sono già evidenziabili. E mostrano dinamiche riscontrate anche negli ultimi mesi di tensione. Come il fatto che la Provincia di Bolzano sia la più cara (1,976 euro al litro) per la benzina, seguita per lo più da Regioni del Sud. La prima in questo caso è la Sicilia (1,961 euro), accompagnata da Calabria (1,954 euro), Molise (1,953 euro) e Basilicata (1,95 euro). Insieme a loro anche il nordico Friuli Venezia Giulia (1,958 euro).
Gasolio già sopra 2,1 euro al litro
Poi c’è il gasolio che, come già evidenziato, è tornato a viaggiare intorno ai 2,1 euro al litro. Una disparità di prezzo rispetto alla benzina giustificata dalla rigidità della domanda del carburante più utilizzato per il trasporto delle merci o in attività come la pesca e l’agricoltura (non a caso, per questi settori sono stati messi a disposizione agevolazioni attraverso crediti d’imposta).












