La causa principale nel 44,9% dei casi è rappresentata dal “malore in acqua” cui seguono le “cadute in acqua”, e le “condizioni meteo avverse” con mare mosso e un ritorno a riva appesantito da forti correnti. La statistica realizzata dall’osservatorio assegna la maglia nera alla Lombardia con il 14,9%, seguita dal Veneto 12,1%, poi Toscana con 8,6%, sino ad arrivare all’ Emilia-Romagna con 6,1%.
Mai i bambini da soli
Eppure, a sentire gli esperti, con alcune regole semplici, il numero di queste tragedie, «tendenzialmente stabili negli ultimi 20 anni» potrebbe diminuire.
Primo punto è quello di non lasciare mai soli i bambini, neppure per una telefonata. Nel caso ci fosse una piscina condominiale o domestica, meglio farla recintare in modo che i bambini non possano accedere senza accompagnatore.
Imparare da subito a nuotare
Un suggerimento è far imparare al più presto i bambini a nuotare e acquisire acquaticità. Per i ragazzi e adulti, primo consiglio è quello di non fare il bagno quando è issata la bandierina rossa. Nell’80% dei casi gli annegamenti avvenuti in condizioni meteo marine avverse sono dovuti a una sottovalutazione del pericolo. Evitare poi l’uso di alcol e sostanze stupefacenti. Eppoi, in caso di difficoltà mai nuotare contro corrente ma laterlamente e segnalare la difficoltà.
Attenzione ai tuffi
Attenzione anche ai tuffi, mai lanciarsi senza conoscere il fondale. Meglio fare il bagno in compagnia o vicino a qualcuno e inoltre, nel caso di ambienti fluviali, attenzione alle basse temperature e alle correnti. Attenzione anche alla cartellonistica e alla presenza di assistenti bagnanti. Attenzione anche alle di segnalazione e alle delimitazioni, oltre che alla presenza di barche.










