Che questo agosto fosse stato un mese di caldo record lo avevamo già capito tutti.
Ora a certificarlo è anche l’ultimo rapporto di Copernicus, il programma europeo di monitoraggio del clima:
con una temperatura media globale di 1,65 gradi sopra i livelli preindustriali, l’agosto 2026 è stato il mese più caldo mai registrato, alla pari con luglio 2023.
E per la seconda volta, dopo novembre 2025, il mondo ha superato la fatidica soglia di un grado e mezzo di riscaldamento.
E non va meglio su fronte del riscaldamento marino.
Sempre in agosto gli oceani – escluse le regioni polari – hanno registrato la temperatura media superficiale più alta mai rilevata, alla pari con marzo 2024, con medie giornaliere superiori ai ventun gradi.
Temperature record anche nel mar Pacifico tropicale, dove continua a intensificarsi il fenomeno del super Niño, le cui conseguenze sono attese nei prossimi mesi anche in Europa – pur se in modo indiretto – con un inverno più caldo e piovoso.
Insomma, la crisi climatica è oramai una realtà e la corsa per frenare il riscaldamento terrestre causato dai combustibii fossili, petrolio e gas in testa, è sempre più in salita.
Solo pochi giorni fa un rapporto dell’Onu ha certificato che l’obiettivo degli Accordi di Parigi, siglati nel 2015, di mantenere l’aumento delle temperature entro un grado e mezzo è oramai impossibile e che nel migliore degli scenari si arriverà a 1,8 gradi.







