Al Ministero degli Affari Esteri si fanno i conti, con il petto in fuori nel nome dello sport. Il Ministro Antonio Tajani ha chiamato a raccolta i vertici sportivi del Coni, delle diverse Federazioni e le aziende che legano la propria mission proprio nello sport. Il tutto condito da alcuni tra i grandi nomi degli atleti azzurri. Nautica e mare in prima fila, in vista della prossima America’s Cup (Napoli 2027).
Lo sport, dunque, rappresenta una componente significativa dell’economia italiana, non soltanto per il valore generato dalle attività sportive in senso stretto, ma per l’ampiezza della filiera produttiva e dei servizi che ruotano intorno al settore.
Secondo il Rapporto Sport 2025 dell’Istituto per il Credito Sportivo e Culturale (ICSC) e di Sport e Salute, su dati ISTAT, nel 2023 l’economia dello sport ha generato oltre 32 miliardi di euro di valore aggiunto, pari a circa l’1,5% del PIL nazionale, con una crescita del 30,1% rispetto all’anno precedente. Gli occupati riconducibili al settore sono circa 421 mila.
“L’economia del mare vale oltre 216 miliardi di euro, pari all’11% del Pil”, ha spiegato il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, “Crediamo fortemente in una politica di diplomazia della crescita. Tutti i settori produttivi italiani possono essere parte di una grande strategia per favorire l’esportazione: abbiamo un obiettivo di 700 miliardi di export entro la fine del prossimo anno, oggi siamo a 650 con un incremento del 4,5% nei primi sei mesi dell’anno”.
Il dato dell’Istat comprende un ecosistema molto articolato. Circa 5,3 miliardi di euro derivano dalle attività sportive vere e proprie – gestione degli impianti, club, palestre e altre attività – mentre 14,7 miliardi sono generati dalle attività strettamente connesse allo sport, tra cui la produzione e la commercializzazione di abbigliamento, calzature e attrezzature. Altri 12 miliardi provengono dalle attività collegate in senso più ampio, come turismo, media, trasporti ed editoria sportiva.
Particolarmente rilevante è la componente manifatturiera: l’industria in senso stretto collegata allo sport genera circa 4,4 miliardi di euro di valore aggiunto e impiega oltre 55 mila addetti. Sul versante delle attività sportive propriamente dette, nel 2023 si contano inoltre oltre 19 mila imprese private; a queste si affianca la capillare rete dello sport dilettantistico, composta nel 2024 da 107.804 associazioni e società sportive con almeno un tesserato attivo.
La competitività della filiera emerge con particolare evidenza sui mercati internazionali. Nel 2024 l’Italia ha esportato beni sportivi “core” per circa 4,7 miliardi di euro. I comparti più importanti sono calzature e abbigliamento sportivo, con oltre 1,14 miliardi di export, il fitness, con circa 878 milioni, e biciclette e componentistica, con circa 759 milioni: insieme rappresentano quasi il 60% delle esportazioni sportive italiane. Seguono, tra gli altri, i comparti della caccia e pesca, degli sport acquatici e degli sport invernali (Fonte: Fondazione Manlio Masi per il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, “Struttura, posizionamento e potenziale delle esportazioni italiane di beni legati al mondo dello sport”, ripreso nel Rapporto Sport 2025).
Con circa 5 € miliardi di export, l’Italia si posiziona al secondo posto europeo e quinto a livello mondiale.
I principali mercati di destinazione dell’export sono Stati Uniti, Francia e Germania, seguiti da Spagna, Paesi Bassi e Regno Unito. Lo studio della Fondazione Manlio Masi, commissionato dal MAECI, stima inoltre per l’Italia un potenziale di export aggiuntivo di circa 650 milioni di euro: oltre ai mercati europei e nordamericani, opportunità significative emergono in Asia orientale, con particolare riferimento a Cina e Giappone, e in mercati come Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita. Nel complesso, i dati descrivono quindi una filiera che unisce sport, manifattura, tecnologia e servizi e nella quale il Made in Italy esprime una forte capacità competitiva, soprattutto nei prodotti a maggiore contenuto di design, specializzazione e know-how industriale.
Anonio Tajani (Rainews24)
Un ulteriore elemento di rilievo per l’economia dello sport è rappresentato dai grandi eventi internazionali, capaci di generare ricadute economiche, turistiche e occupazionali e di rafforzare la visibilità del Paese. Per i Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali Milano Cortina 2026, il CIO ha stimato un impatto economico netto superiore a 5 miliardi di euro e oltre 36 mila posti di lavoro sostenuti dall’evento. Il Giro d’Italia genera sui territori un valore stimato in circa 2,1 miliardi di euro tra impatto diretto e indiretto. Nel tennis, gli Internazionali BNL d’Italia hanno raggiunto nel 2025 un indotto stimato in circa 900 milioni di euro, mentre le Nitto ATP Finals 2025 hanno prodotto un impatto economico superiore a 590 milioni. Da valutare i Campionati Europei di volley maschile (in corso) e l’America’s Cup (Napoli 2027).










