Tra le misure del Dl “Rilancio” 130/2020 – adottato in piena pandemia per far fronte all’emergenza sanitaria e con risorse adeguate a fronteggiare una mole notevole di domande – spicca la sanatoria 2020 dei lavoratori irregolari. La misura ha consentito nel tempo la stabilizzazione di oltre 130mila persone che oggi vivono e lavorano nel nostro Paese. Ci sono voluti cinque lunghissimi anni alle amministrazioni – Prefetture in testa – per concludere la procedura: al 31 dicembre 2025 il 59,75% delle oltre 220mila istanze di regolarizzazione presentate si sono trasformate in oltre 131mila contratti di lavoro e permessi di soggiorno, con una fortissima prevalenza del lavoro domestico e di assistenza (caregiver) con oltre l’85% delle domande. Numeri rilevanti che rispecchiano anche un aspetto economico: 140 milioni di euro di entrate dirette per il bilancio dello Stato, frutto del pagamento degli oneri legati alla presentazione delle pratiche di regolarizzazione, e circa 228 milioni di euro l’anno di nuovi contributi previdenziali (stima) versati delle persone regolarizzate dopo l’ingresso nel mondo del lavoro.
Fornire per la prima volta la fotografia con dati aggiornati e verificati della sanatoria straordinaria 2020 del lavoro irregolare e per il rilascio di permessi di soggiorno a lavoratori e lavoratrici stranieri già presenti in Italia è l’obiettivo della campagna “Ero straniero” – promossa da A Buon Diritto, ActionAid, Asgi, Federazione Chiese Evangeliche Italiane, Oxfam, Arci, Cnca, Cild – che ruota attorno al report “(Ir)Regolarità. Perché un nuovo paradigma è necessario”, frutto della elaborazione di quanto emerso dalle richieste di accesso agli atti ai principali ministeri coinvolti nella regolarizzazione straordinaria, su cui Ero Straniero ha svolto in questi sei anni un monitoraggio costante. Il Report verrà presentato al Senato martedì 22 settembre nel corso del convegno “Regolarizzare fa bene”, un confronto con la politica che vede parlamentari della maggioranza e dell’opposizione dialogare sugli strumenti attuali e reagire alle proposte concrete di “Ero Straniero” per superare l’invisibilità, lo sfruttamento delle persone straniere e contrastare la xenofobia.
Rimpatri ed espulsioni arma spuntata contro gli irregolari
Il report a sostegno della campagna “Ero Straniero” propone un’analisi degli strumenti usati negli ultimi vent’anni per contrastare l’irregolarità alla luce dei risultati prodotti. A fine 2025, si stimano in Italia 339mila persone straniere in condizione di soggiorno irregolare. Nello stesso anno sono stati 6.772 i rimpatri complessivi. Nel quinquennio 2020-2024 sono stati adottati 141.675 provvedimenti di espulsione dal territorio nazionale e sono stati solo 13.491 i rimpatri effettivi (il 9,5% del totale dei decreti di espulsione). I dati dimostrano che i rimpatri raggiungono poche migliaia di persone l’anno con un tasso di efficacia bassissimo in termini di contrasto all’irregolarità, e confermano che la strategia politica securitaria che punta su trattenimento e rimpatri per ridurre l’irregolarità non è efficace. Anzi, molte delle misure introdotte hanno generato sempre nuova irregolarità. La popolazione in condizione irregolare, infatti, è alimentata da diversi fattori quali la perdita del titolo di soggiorno, le procedure burocratiche lente o, paradossalmente, gli ingressi programmati per lavoro con il decreto flussi che non si sono trasformati in impieghi e posizioni regolari sul territorio.
L’altro strumento utilizzato finora per intervenire sull’irregolarità e correggere periodicamente le storture che il sistema ordinario non ha saputo o voluto gestire sono state le sanatorie, che ogni volta certamente sono servite a svuotare il bacino delle persone irregolari. Dal 2002 a oggi oltre un milione di persone hanno regolarizzato la loro posizione in Italia attraverso sanatorie. Si tratta, tuttavia, di un bacino destinato, subito dopo, a riempirsi nuovamente a causa di un impianto normativo rigido che non fa altro che produrre nuova irregolarità, decreto flussi incluso.
La regolarizzazione straordinaria 2020
I dati inediti riassunti nel report dimostrano perché la sanatoria non può rappresentare l’unica soluzione all’irregolarità. Da un lato, far emergere oltre 130mila lavoratori e lavoratrici con tutte le tutele e i benefici che ne derivano a livello economico e sociale è un risultato importante, e dimostra quanto sia necessario per questa platea, ma anche per aziende e famiglie, offrire un’occasione per uscire dall’invisibilità. Si pensi alla mole di domande – 85% del totale – presentate per lavoro domestico e all’assistenza e cura delle persona, due dei settori cui era rivolta la regolarizzazione 2020, oltre all’agricoltura, con persone radicate nel territorio che hanno potuto contare su famiglie intenzionate a stabilizzarle.




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