«Italtractor-Itm – aggiunge Galassini – presenta una grande complementarietà sia in termini geografici che produttivi. Loro ad esempio sono presenti in termini produttivi in aree importanti come India e Brasile, dove noi siamo presenti solo in termini distributivi. E questa vicinanza ai mercati di sbocco diventa sempre più importante. L’acquisizione ci permette di accelerare, perché realizzare un sito in queste aree partendo da zero è molto complicato, ci vogliono anni. Altra sinergia importante è in termini di settori, perché Itm è particolarmente presente nel mondo del mining, che ci interessa molto e dove hanno una gamma di prodotti molto più ampia della nostra».
Per Usco si tratta della seconda operazione di crescita esterna in un anno, dopo l’acquisizione del gruppo minerario australiano Schlam Payload lo scorso settembre, società che ha aggiunto al perimetro del gruppo altri 160 milioni di euro di ricavi.
«Quando sono partito, nel 1989, – spiega l’imprenditore – già pensare di arrivare a fatturare un centinaio di milioni mi pareva un’enormità, neanche ci pensavo. E neppure lontanamente credevo ovviamente di poter arrivare a 1,4 miliardi. Devo dire però che il percorso di crescita esterna non è ancora terminato e nei nostri radar ci sono altre operazioni, anche se questa in Italia è la più importante».
Il salto dimensionale già ora è comunque evidente, per un gruppo che passa in un solo colpo da 16 a 25 siti produttivi, andando quasi al raddoppio in termini di addetti.
«Siamo entusiasti di poter iniziare a lavorare con il team di Itm – spiega Galassini – per sviluppare ancora di più la nostra presenza globale e rinforzare la posizione competitiva di Usco. Noi, d’altra parte, potremo fornire a Itm focus e risorse aggiuntive per supportare la crescita nel lungo termine, il servizio al cliente, l’innovazione di prodotto e l’espansione geografica».











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