Il mercato non ha assorbito la fine dello sconto sulle accise dei carburanti. I prezzi medi del diesel registrano anche oggi un piccolo aumento: due centesimi, che stanno però a dimostrare che il calmiere dei prezzi, indotto dal price cap dell’Eni, non tiene del tutto. E se il governo aveva inizialmente puntato sulla stabilizzazione dei prezzi, ‘conservando’ l’extragettito Iva di settembre, ora potrebbe decidere di intervenire nuovamente.
“Siamo sempre pronti ovviamente a intervenire di nuovo, particolarmente con il meccanismo delle accise mobili”, è il ragionamento della premier Giorgia Meloni, ma “spero che si possa ripristinare pienamente il price cap”, introdotto per prima da Eni a 2,19 euro per il gasolio, che ha indotto altre compagnie a seguire a ruota.
“Al mese di settembre – ha spiegato la premier, parlando dal vertice Med9 di Spalato – abbiamo circa 160 milioni che possono essere spesi con questo obiettivo, quello su cui ci stiamo interrogando è se sia più efficace spendere queste risorse in questo momento o tenerle come provvista”. Meloni auspica quindi il pieno ripristino del tetto di prezzo prima di procedere con le valutazioni a valle. La premier, così come il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, nelle settimane scorse si è mostrata contraria di principio a prorogare all’infinito il taglio delle accise. Viene ritenuto un intervento costoso (2,5 miliardi) e poco efficace. Tanto che lo stesso ministro, in mattinata, parlando alla platea degli imprenditori dei trasporti e della logistica all’assemblea di Federtrasporto non ha preso impegni sul tema: “Monitoreremo gli effetti” delle iniziative assunte dalle compagnie, ha detto.
La chiusura di Hormuz ha mostrato crisi geograficamente lontane possano incidere rapidamente sulle rotte commerciali e sulle filiere industriali. Gli interventi pubblici, dal taglio delle accise agli aiuti all’autotrasporto, hanno cercato di attutire il “circolo vizioso” con un massiccio impiego di risorse pubbliche. “Il lavoro non è finito e in questa fase passa anche dal confronto con la Commissione su come calcolare i parametri di bilancio, tenendo conto dell’impatto dell’inflazione legata ai beni energetici”, ha poi aggiunto, alla vigilia dell’Ecofin di Lussemburgo, nel quale l’Italia intende affrontare il tema della flessibilità legata all’aumento dell’inflazione (al 4,2% al settembre) rispetto a quella programmata (al 2,8%).
Il problema è stato posto in una lettera di Meloni alla presidente della commissione Ue von der Leyen la settimana scorsa, e “mi pare ci sia interesse perché è una questione di buon senso”, ha detto oggi la premier.
Eni: “Manteniamo gasolio e benzina a prezzi sostenibili, il price cap serve per i picchi”
“Eni condivide le necessità espresse dal Presidente del Consiglio e sta applicando, e applicherà, una politica commerciale responsabile, compatibile con l’andamento delle quotazioni internazionali, tale da mantenere i prezzi di gasolio e benzina a un livello sostenibile, con il price cap in vigore (a 2,25 euro il litro, ndr) che avrà la funzione di contenere eventuali livelli di picco”. E’ quanto spiega un portavoce di Eni interpellato dall’ANSA. Oggi il prezzo del gasolio è stato fissato a 2,21 euro dalla compagnia italiana.
Sul fronte dei carburanti la situazione è in divenire. Dopo aver adeguato ieri il prezzo a 2,25 euro per litro dopo la fine dello sconto fiscale, Eni ha riassorbito in parte l’aumento riposizionando il listino a 2,21 euro. Dietro l’abbassamento del prezzo ragioni di natura commerciale, legate al riassestamento e al trend delle quotazioni internazionali dei raffinati. Nel frattempo, i dati dell’Osservatorio Mimit rilevano un prezzo medio self-service a 2,040 euro al litro per la benzina e a 2,261 euro per il gasolio (in crescita dai 2,244 euro di ieri). E il Codacons evidenzia come in soli due giorni il pieno di gasolio sia aumentato in media di circa 1 euro a causa dello stop allo sconto accise.
Al question time, anche il leader della Lega Matteo Salvini, ha confermato che la possibilità di ridurre le accise con l’extragettito Iva resta “al vaglio”, ed è tornato a puntare il dito contro Bruxelles definendo il caro-gasolio “la punta dell’iceberg delle politiche fallimentari dell’Ue”. Di segno opposto le reazioni dell’opposizione: la segretaria del Pd, Elly Schlein, accusa il governo di non agire e chiede la tassazione degli extraprofitti e l’attivazione immediata delle accise mobili. E Angelo Bonelli accusa il governo di fare “propaganda”: “a Milano il gasolio è arrivato a 2,899 euro al litro”.











