«Dopo un primo rimbalzo – conferma il viceministro al Mimit Valentino Valentini – ora c’è un attimo di incertezza. Ma ad ogni modo il sistema mette a disposizione una dotazione di dieci miliardi in tre anni, permettendo alle aziende di avere un orizzonte certo per investire, programmando le proprie attività».
Un giro tra gli stand e un confronto con gli imprenditori conferma in effetti queste osservazioni, con un mercato italiano non particolarmente brillante. «Anche se bisogna dire – spiega l’imprenditore piemontese Mauro Biglia, a capo dell’omonima azienda di torni – che se in Italia c’è una trattativa oggi è sempre con l’iperammortamento, che viene sistematicamente preso in considerazione da chi vuole investire».
«La domanda interna – aggiunge Rosa – resta debole nonostante le numerose trattative in corso. L’incertezza del contesto internazionale e il rincaro dei costi dell’energia incidono in modo evidente sull’attività degli operatori dell’industria manifatturiera del nostro paese, che stanno rimandando gli investimenti in attesa di maggior chiarezza. Siamo dunque fiduciosi che la domanda italiana potrà riprendere slancio sostenuta anche dalla misura dell’iperammortamento che, nella versione 5.0, permette una migliore pianificazione degli investimenti, che possono essere distribuiti fino a settembre 2028». Anche se il -7,1% in Italia non è certo brillante, va registrato comunque un quadro meno negativo rispetto al passato, con ordini del primo e secondo trimestre in Italia in calo rispettivamente del 29 e 39%.
Migliore ad ogni modo è il quadro oltreconfine, dove le commesse si sviluppano con una crescita a doppia cifra, grazie in particolare agli Stati Uniti.
«Difesa ed energia lì stanno ancora tirando – spiega il direttore commerciale di Pama Matteo Mattuzzi»; «si intensifica la domanda anche per la componentistica dei data center», aggiunge Biglia.











