«Abbiamo un piano progressivo di investimenti in impianti su un orizzonte temporale di 2-3 anni con l’obiettivo di raggiungere una capacità di 25-30MW di energia rinnovabile, tendenzialmente fotovoltaica, per un impegno previsto fino a 30 milioni di euro nel periodo».
Così Enrico Pozzi, presidente e ad di Compagnia Energetica Italiana (Cei), società milanese attiva da oltre dieci anni nella vendita di energia elettrica e gas, annuncia la scelta di integrare nel suo perimetro anche la produzione di elettricità.
Un passo che viene compiuto nel solco di una strategia industriale improntata all’equilibrio, alla prudenza, alla solidità. «Non facciamo trading. Non facciamo speculazione. Vendiamo gas ed elettricità alle stesse condizioni a cui compriamo. Abbiamo un portafoglio bilanciato che ci permette di garantire i nostri clienti. E ora facciamo un passo in più – racconta Pozzi –. Al posto di puntare sulla crescita dei clienti, che pure potremmo moltiplicare in poco tempo, riteniamo più interessante lavorare sul lato dell’approvvigionamento. Abbiamo cominciato acquisendo energia direttamente da produttori e ora aggiungiamo un ulteriore pezzo: nel nostro piccolo, vogliamo integrare produzione e vendita».
La mossa rappresenta un rafforzamento in un mercato che, dopo aver fatto i conti con i prezzi impazziti del 2022 all’inizio della guerra russa in Ucraina, si trova oggi a dover fronteggiare i rincari causati dalla crisi mediorientale e dello stretto di Hormuz: «Negli ultimi tempi il mercato è folle, se nel 2022 i valori sono saliti ma rimaneva coerenza tra prezzo, spread e circolante, quest’anno no. Ha senso per noi lavorare per aggiungere alla nostra azienda un pezzo che porti maggiore stabilità», indica Pozzi.
L’obiettivo della società sono impianti tendenzialmente fotovoltaici integrati con sistemi di accumulo a batteria, da acquistare e poi gestire. Con focus esclusivo sull’Italia e la prima operazione attesa entro la fine dell’anno, per poi cominciare l’attività concretamente a gennaio.











