L’aumento dell’ecobonus al 65% si incaglia. L’incremento dell’agevolazione dedicata all’efficientamento energetico del patrimonio edilizio non compare nel disegno di legge di Bilancio, trasmesso venerdì alla Camera per l’avvio dell’iter parlamentare. C’è, come per gli altri bonus ristrutturazioni, solo la proroga secca dell’assetto in vigore quest’anno anche per il 2027.
Dagli infissi ai cappotti termici
Il ritorno dell’ecobonus al 65% è sul tavolo del Governo da diverse settimane. Ed è, sin dall’inizio, legato all’applicazione della Nec, la clausola di flessibilità di bilancio che consentirà di finanziare in extradeficit una serie di misure dedicate all’energia. Tra queste ci sono il potenziamento del Conto termico e il ripescaggio di uno strumento utilizzato per diversi anni: l’agevolazione fiscale al 65% per i lavori che migliorano l’efficienza energetica degli immobili, come l’installazione di pompe di calore e di apparecchi ibridi, la sostituzione degli infissi, la realizzazione di cappotti termici per isolare gli edifici, l’installazione di schermature solari (come tende da sole e persiane). Un’agevolazione che, rispetto al bonus ristrutturazioni ordinario, sconta una procedura differente, con una comunicazione obbligatoria all’Enea, dopo la fine dei lavori.
Restano gli sconti al 50% sull’abitazione principale o al 36% sulle seconde case
A sorpresa il potenziamento dal 50 al 65% non è stato inserito in manovra. Dopo le avvisaglie che c’erano state nelle scorse settimane sul possibile arrivo della misura, il Governo non l’ha inserita nel testo finale del disegno di legge. Limitandosi a prorogare l’ecobonus, come per le altre agevolazioni, alle aliquote ordinarie del 50% per le abitazioni principali e al 36% per le seconde case.
Lo scenario
Alla base di questa scelta c’è un tema di coperture. La necessità di far quadrare i saldi della manovra ha portato a soprassedere, per ora, sulla scelta di tornare all’ecobonus potenziato. L’unico spiraglio potrebbe essere legato alla trattativa in corso sugli interventi che rientreranno nella clausola di flessibilità europea. La scelta dell’esecutivo, comunque, per adesso è chiara ed esclude l’ecobonus al 65% dal panorama degli sconti fiscali per il prossimo anno.








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