Due anni dopo la vittoria all’Olimpico di Roma, che l’aveva consacrata campionessa europea dei 1500 metri, Ciara Mageean è morta a 34 anni. L’atleta irlandese si è spenta nella mattina di domenica 1° novembre, dopo una battaglia contro un tumore intestinale al quarto stadio. A darne notizia è stata la famiglia attraverso un messaggio pubblicato sui suoi profili social: “Alle 6.30 di questa mattina Ciara ha perso la sua battaglia contro il cancro, circondata dai suoi cari”. Una comunicazione accompagnata da parole di affetto per quella che viene ricordata come una figlia, una sorella, una moglie, un’amica e una fonte d’ispirazione per moltissime persone.
La notizia ha suscitato profonda commozione nel mondo dell’atletica, in Irlanda e a livello internazionale. “Una figura molto amata e fonte d’ispirazione, che ha toccato la vita di tantissime persone. Il suo coraggio, il suo calore umano e il suo spirito lasceranno un’eredità duratura”, ha dichiarato Athletics Ireland, la federazione irlandese, nel messaggio di cordoglio.
Il trionfo di Roma
Il nome di Ciara Mageean è legato in modo particolare all’atletica italiana perché il 10 giugno 2024, davanti al pubblico dello stadio Olimpico, conquistò la medaglia d’oro nei 1500 metri agli Europei di Roma con il tempo di 4’04″66, coronando un percorso costruito attraverso anni di competizioni internazionali, infortuni e ritorni. Una vittoria di grande significato anche per l’atletica irlandese: Mageean diventò la seconda atleta del suo Paese a conquistare un titolo europeo individuale nell’atletica leggera, dopo Sonia O’Sullivan.
Con quel successo arrivò dopo il bronzo agli Europei di Amsterdam del 2016, l’argento a Monaco di Baviera nel 2022 e infine l’oro nella capitale italiana. Nel suo palmarès figurava anche il bronzo agli Europei indoor del 2019 e l’argento nei 1500 metri ai Giochi del Commonwealth del 2022.
Nel 2009, ancora giovanissima, si era fatta conoscere a livello internazionale conquistando la medaglia d’argento negli 800 metri ai Mondiali under 18 di Bressanone. Negli anni gareggiò più volte in Italia, partecipando anche a quattro edizioni del Golden Gala Pietro Mennea: nel 2017 a Roma, nel 2021 a Firenze, nel 2022 ancora all’Olimpico e nel 2023 nuovamente a Firenze. In quest’ultima occasione arrivò quarta nella gara dei 1500 metri in cui la keniana Faith Kipyegon stabilì il record mondiale.
Ciara Mageean,Campionati Europei di Atletica Leggera,Roma,10062024 (ansa)
Due Olimpiadi e i record nazionali
Nata il 12 marzo 1992 a Portaferry, nella contea di Down, in Irlanda del Nord, Mageean, specialista degli 800 e dei 1500 metri, era una delle mezzofondiste più rappresentative della sua generazione.
Il suo record nazionale nei 1500 metri, 3’55″87, era stato stabilito a Zagabria nel settembre 2023. A questo si aggiungevano i primati negli 800 metri, con 1’58″51, nei 1000 metri, con 2’31″06, e nel miglio, con 4’14″58. Risultati che testimoniano la sua versatilità e la capacità di competere ai massimi livelli su distanze diverse.
Aveva rappresentato l’Irlanda in due edizioni dei Giochi olimpici: a Rio de Janeiro nel 2016 e a Tokyo nel 2021, nell’edizione disputata nel 2021 dopo il rinvio dovuto alla pandemia. Avrebbe dovuto partecipare anche alle Olimpiadi di Parigi del 2024, ma un problema al tendine d’Achille la costrinse a rinunciare alla vigilia della sua batteria dei 1500 metri. Un infortunio che aveva interrotto un percorso di preparazione costruito per arrivare al grande appuntamento olimpico dopo la vittoria europea di Roma.
La diagnosi, il racconto della malattia e il libro “My Greatest Race”
Nel luglio 2025 Mageean aveva annunciato pubblicamente di avere un tumore, spiegando di avere già iniziato le cure e chiedendo rispetto per la propria privacy e quella dei familiari. In seguito aveva raccontato che si trattava di un cancro intestinale al quarto stadio.
La diagnosi aveva cambiato radicalmente la sua quotidianità. Nel giugno 2026, in un’intervista a RTÉ, l’emittente pubblica irlandese, aveva parlato apertamente della malattia, della chemioterapia e della decisione di continuare a vivere il tempo a disposizione senza lasciare che la diagnosi cancellasse tutto il resto. Aveva raccontato anche i primi segnali che l’avevano spinta a sottoporsi ad accertamenti: disturbi intestinali diventati progressivamente più frequenti, inizialmente difficili da distinguere dai problemi che possono accompagnare la vita di un’atleta sottoposta a intensi allenamenti.
La sua esperienza era diventata anche un libro, “My Greatest Race”, scritto insieme alla giornalista Clíona Foley e pubblicato nel 2026. Un racconto che ripercorreva la carriera sportiva, il percorso verso il titolo europeo e la nuova sfida imposta dalla malattia.
Il cordoglio dello sport
Tra i messaggi più toccanti quello dell’australiana Jessica Hull, argento olimpico nei 1500 metri a Parigi 2024, che aveva condiviso con Mageean tante competizioni internazionali: “Eri semplicemente la persona più bella, sotto ogni aspetto. Ci mancherai tantissimo”. E ancora: “Che fortuna aver potuto correre con te e, soprattutto, aver festeggiato insieme sui traguardi”.
Anche l’atletica italiana ha voluto esprimere la propria vicinanza alla famiglia. Il presidente della Fidal, Stefano Mei, interpretando il sentimento del Consiglio federale e dell’intero movimento, ha rivolto le più sentite condoglianze ai familiari dell’atleta e alla Federazione irlandese.











